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Fregio Robbiano "Alloggiare i Pellegrini" - Ospedale del Ceppo di Pistoia

4 ottobre 2018

Cascate dell'Acquapendente  



Cascate dell'acquapendente. Panoramico itinerario nel Parco della Alpi Apuane con giro ad anello sugli alpeggi e lungo le Marginette di Pruno.

Data: 7 Maggio 2016

Partenza: Si esce dall' autostrada A12 a Versilia e prendiamo in direzione di Camaiore, quindi si continua su SP 9, attraversiamo Ponte Stazzemese, si prosegue su strada comunale Cardoso, Volegno, Pruno. Base del nostro itinerario.

Note: Bello, facile e panoramico itinerario sugli alpeggi di Pruno, nel Parco delle Alpi Apuane, costeggiando alcune Marginette perfettamente conservate. Per giungere alle imponenti cascate dell'Acquapendente.
Fonti: Pruno, Rifugio Fania, bivio per le cascate dell'Acquapendente. (Negli alpeggi lungo il percorso e nelle case private si possono trovare fontane, ma non è sicuro, dipende dal periodo.)
Sentieri: CAI 122, Segni gialli per il rif. La Fania, CAI 124, CAI 7, Sentiero B per le Cascate dell’Acquapendente, Sentiero SAV per Pruno.  


Itinerario: Che sarebbe stata una bella giornata ne eravamo certi fin da quando abbiamo deciso l’itinerario, ma la conferma è avvenuta quando abbiamo superato Ponte Stazzemese, ed il nostro sguardo si è posato sul Monte Forato con la sua inconfondibile sagoma.
Partiamo dal paese di Pruno, dove imbocchiamo il sentiero CAI 122 che parte direttamente dal parcheggio e oltrepassa i vecchi lavatoi con fontana. Segue un tratto ripido ed aperto dal quale la vista si apre sul Matanna e sul Nona, e dove oltrepassiamo due recenti marginette dedicate a due vittime della Guerra. Adesso il sentiero è una bella e ripida mulattiera che continua con alcuni tornanti per poi proseguire con un percorso meno faticoso. Poco dopo arriviamo alla marginetta di Bartolomeo di Pietro, la cui bella immagine marmorea originale è stata rubata da delinquenti cialtroni, ed è stata sostituita da una copia.  Proseguiamo ed in breve oltrepassiamo un’altra bella abitazione in pietra datata 1891, ben tenuta, arrivando subito dopo ad una strada asfaltata che seguiamo a destra, e dalla quale possiamo notare il Matanna, il Nona e l’inconfondibile monte Forato. Oltrepassata la curva rientriamo sul sentiero seguendo a destra il CAI 122, con il quale poco dopo arriviamo ad un’altra bella maestà, Gesù morto in Croce, anch’essa sostituita da una copia, poichè trafugata da ignobili personaggi. Continuiamo a destra arrivando a Colle a Iapoli a q. 746 WP1 dove finisce la strada che arriva dal Colle di Cavazzola. Il luogo è straordinariamente panoramico, la vista spazia sulla Pania della Croce, sulla Costa Pulita, sul Forato, sul monte Croce, sul Nona, sul Matanna e sul Procinto. Monti che ho frequentato percorrendo i bei sentieri e le belle vie di arrampicata, tra le tante, indimenticabile è la Cresta dei Bimbi al Procinto, la mia prima via di arrampicata da primo di cordata. Continuiamo sull’evidente e bella mulattiera oltrepassando l’alpeggio di Tiglieta, ed arrivando poco dopo ad un’altra bella Marginetta  con una immagine originale del 1842 detta La Marcona a q. 800. Continuiamo a salire arrivando a q. 835 in loc. Le Caselle dove sulla destra visitiamo l’Alpe di Pruno a q. 820 WP2, un gruppo di case servite da teleferica, su cui veglia la Pania. Poco più avanti sulla sinistra troviamo l’Alpe di Volegno a q. 830 WP3, anch’esso in posizione panoramica, dove pare che ci fosse un rifugio del CAI di Viareggio. Pochi minuti dopo arriviamo a Monte della Tana a q. 895 WP4, dove troviamo altri due casolari, e l’ennesima Marginetta posta poco più in alto. Noi abbandoniamo il CAI 122 che sale a Foce di Mosceta, per prendere il sentiero che piega e scende leggermente a destra contrassegnato con segni gialli a q. 894 WP5. Lungo il facile sentiero oltrepassiamo alcune case in pietra ormai ridotte a ruderi, ma di pregevole architettura, subito dopo costeggiamo una casetta restaurata, sulla quale su una targa è scritto La Fatigata a q. 876 WP6. Superiamo alcuni ponticelli, su uno dei quali dobbiamo prestare attenzione per colpa di uno smottamento. Continuando percorriamo un tratto aperto per arrivare poco dopo al rifugio dell’UOEI La Fania a q. 895 WP7, crocevia di sentieri, posto su un pianoro molto panoramico. Dopo aver riempito le borracce alla fonte ripartiamo scendendo a vista a sinistra del rifugio, alla fine della breve discesa ritroviamo i segni del CAI 124 che piega a sinistra. In pochi minuti arriviamo all’alpeggio S. Rossore a q. 840 WP8 con alcuni ruderi ed una casa ancora in buono stato, dove siamo accolti da un asinello che non disprezza le nostre attenzioni. La zona è molto amena e più degli altri alpeggi emana pace e tranquillità. Il sentiero passa davanti alla casa e in breve arriviamo presso un’altra abitazione dove prendiamo a destra per arrivare poco dopo a Cima alla Ripa, presso cui troviamo lo chalet Il Bellorino a q. 808 WP9, una casa ristrutturata con un grande spazio davanti. Dove, quando i casolari sparsi sull'Alpe erano tutti abitati, si riunivano gli abitanti e venivano fatte feste e danze. Il sentiero 124 continua a sinistra, mentre noi proseguiamo a dritto costeggiando la casa e dopo aver scambiato alcune battute con gli abitanti che oziano al fresco, proseguiamo sul sentiero non segnato oltrepassando altre abitazioni, una Marginetta e una fonte. Ritroviamo il CAI 7 che scende da Collemezzana con il quale arriviamo al bivio per le Cascate in corrispondenza di una marginetta a q. 431 WP10. Il sentiero B contrassegnato con segni rossi si inerpica nel bosco dove oltrepassiamo l’ennesima Marginetta con l’immagine della Madonna. Con l’ultimo tratto di sentiero scalinato arriviamo al cospetto delle imponenti cascate a q. 588 WP11, purtroppo con scarsa portata d’acqua in questo periodo e dove una Salamandrina dagli Occhiali fa belle mostra di se su un sasso. Tornati al bivio seguiamo a destra per Pruno e in pochi minuti arriviamo al ponte Mediceo (alcuni dicono romano) a q. 421 WP12, a schiena d'asino, con l'edicola marmorea del 1831 dedicata a S. Francesco. Saliamo con il sentiero SAV a sinistra della fonte costeggiando una teleferica e l’antica cava Frascinaia, e da cui godiamo della vista del Forato, del Procinto, del Nona e del monte Croce. Dopo una ripida salita percorriamo lo stradello con il quale in pochi minuti arriviamo in paese.

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