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Fregio Robbiano "Alloggiare i Pellegrini" - Ospedale del Ceppo di Pistoia
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5 settembre 2021

 

Rifugio PORTAFRANCA

Continuiamo a farci del male!  Un itinerario che unisce Pracchia a q. 610 a Maresca a q. 790, passando dal rifugio di Portafranca a q. 1580. Salita, salita e ancora salita. Soprattutto nel primo tratto è tanta, ripida, faticosa, e fa male.

Data: 1 Settembre 2021

Partenza: Dal paese di Pracchia, che si raggiunge con la S.r. 66 e successivamente con la S.p. 632. E' servito dai mezzi pubblici del COPIT, e dalla linea ferroviaria Porrettana, con cui ho raggiunto il paese di partenza.

Note: Per i chilometri e per i notevoli dislivelli, è adatto a persone allenate. I segni bianco rossi del CAI sul sentiero 143 essendo vecchi, sono poco visibili. Inoltre, avendo sbagliato sentiero ho dovuto oltrepassare tanti alberi caduti, con non poche difficoltà e percorrere tratti di sentiero con poca protezione, esposti. Sconsigliato a chi ha scarso senso d’orientamento, vertigini e a chi è sprovvisto di traccia GPS.  

Fonti: Nel primo tratto, attraversando paesi e borghi abitati, si trovano molte prese d’acqua, poi più niente fino a Portafranca. Essendo la salita lunga e faticosa, consiglio di portarsi una buona scorta d’acqua. 

Sentieri: CAI 143, CAI 101, CAI 5, CAI 35, CAI 20, CAI 3, CAI 1-3.

Itinerario: Da Pracchia al rifugio di Portafranca, il mio gps segnava poco più di 14 km. Ero consapevole che in mezzo ai 610 m. di partenza e ai 1580 m. di arrivo ci fosse tanta salita. Ma, pronti via e rimani senza fiato, per due terzi della salita il percorso sale ripidamente e non molla mai. A peggiorare le cose ci si mettono anche le mosche, una infinità, e non danno tregua. Se e quando ti fermi a riprendere fiato, vieni assalito, quindi riparti, non ci sono alternative!

Parto dalla stazione di Pracchia e percorrendo la strada principale attraverso il paese, dove faccio rifornimento di acqua WP1 incontrando pochissime persone. Poche decine di metri oltre il confine regionale, quindi dalla Toscana all’ Emilia Romagna, in corrispondenza di una casa in stato di abbandono, comincia il sentiero. In breve, in ripida salita arrivo a Casa Sabocchi a q. 676, dove si può approvvigionarsi d’acqua WP2, un piccolo e grazioso borgo che attraverso fino a trovare la strada asfaltata che lascio poche decine di metri più in là, in corrispondenza di una curva a sinistra, oltre la quale c’è una fonte. Seguo sulla destra uno stretto sentiero in salita, alla fine del quale trovo la prima (delle tante) difficoltà: dopo aver guardato il gps per capire per dove proseguire (ho lasciato un ometto di sassi), un albero caduto mi sbarra il percorso. Con fatica aggiro l’ostacolo e proseguo in mezzo ad un bosco di castagni arrivando in piazza della Chiesa del grazioso e ridente paese di Vizzero. Costeggio la Chiesa e poco dopo mi fermo a riempire la borraccia alla fonte con un bel bozzo di acqua limpidissima WP3 a q. 799, continuo a destra, ovviamente in salita e seguo a sinistra in corrispondenza di un’altra fonte a q. 804 WP4. L’ultima, fino al rifugio di Portafranca non troveremo più acqua. In località Casa Mengaia, una bella costruzione immersa nel verde, ritrovo la sterrato, e oltrepassata una catena la ripida salita. Non sempre seguo il sentiero, a volte me lo invento, ritrovandolo più in là. A q. 1357 WP5, poco sotto la cima del monte Cocomero ho un dubbio, la traccia sul gps segue a dritto sulla parte ripida del pendio, dove non trovo traccia di segni bianco rossi, che invece vedo sbiadito sulla destra.  Nonostante sul gps non sia riportata nessuna traccia a destra, decido di seguire quello che sembra un vero sentiero, convinto che aggirerà la cima, ritrovando la traccia poco dopo. E così sarà, con difficoltà a causa degli alberi caduti torno sulla traccia del CAI 143. Stesso problema poco dopo a q. 1415, la traccia va su dritta in ripida salita verso il passo del Termine, ma, nessun segno, nemmeno una piccola traccia di sentiero per terra che invece noto a sinistra e più marcata a destra, seguo quest’ultima, incoraggiato anche da un debole segno bianco rosso oltre alcuni alberi caduti sul sentiero. Confortato dal gps continuo con questo sentiero, nonostante le tantissime difficoltà derivate dai molti alberi caduti e, anche se per me non sono un problema, tratti di sentiero esposti. Evidentemente questo è un sentiero poco frequentato, per cui nessuno si è preso l’onere di renderlo fruibile. Finalmente torno sulla traccia giusta, proprio in un bel punto panoramico, e di buona lena, vista anche l’ora, arrivo al Rombiciaio a q. 1396, crocevia di sentieri. Lascio il CAI 143 che tanto mi ha fatto penare e seguo a sinistra con il CAI 101, il quale sempre in salita confluisce sul CAI 5 proveniente dall’Orsigna. Incoraggiato dai tempi più bassi rispetto alle tabelle nel percorrere questi ultimi pezzi di sentieri, ma soprattutto dalla vicinanza del rifugio mi sembra di volare. Oltrepasso posti a me molto familiari e con una piccola discesa arrivo davanti alle grigie pietre del rifugio di Portafranca, a q. 1580 WP6, uno dei posti del cuore, “mia casa”. Stanco e provato dalla dura e lunga salita mi siedo ad un tavolo, sono le tredici, guardando i dati del gps ripercorro mentalmente il percorso appena fatto. Tanta “roba”, tanta salita, tosta, a tratti dura. Penso che questo per oggi basterebbe, invece devo scendere a Maresca per riprendere il bus per tornare a casa. Finito il pranzo mi sdraio su una panca, mentre le ultime persone se ne vanno, adesso sono solo, silenzio assoluto, solo il rumore del vento tra le foglie degli alberi. Riposato e rinfrancato nello spirito riparto, supero a q. 1635 il passo della Nevaia, e lasciandomi alle spalle il familiare profilo dei monti che dal Gennaio arriva al Corno alle Scale e al Cupolino arrivo a prendere il CAI 20 in corrispondenza della fonte del Cacciatore a q. 1564 WP7. Mi fermo ad ammirare l’ennesimo panorama della piana pistoiese dalla terrazza del rifugio del Montanaro a q. 1567, ancora in piena fase di ristrutturazione, (non mi meraviglio conoscendo l’impresa che esegue i lavori). Allegramente e stancamente, ma con passo sicuro continuo a scendere, supero a destra il passo del Rombiciaio a q. 1362, la fonte a q. 1193 WP8 e la sbarra, oltre la quale continuo su asfalto. Noto con rammarico che in corrispondenza della sbarra non c’è più il cartellone che indicava il percorso Azzurro Pracchia Abetone, da me percorso alcuni anni fa. Costeggio dal basso il rifugio della Casetta dei Pulledrari, ormai chiuso da tanto tempo, lambisco il campeggio fino a ritrovare il sentiero. Con il quale supero il Capannone, un quasi rudere turistico, caduto in disuso da tanti anni, come tutto il comprensorio. Oltrepasso il vecchio vivaio della forestale, oggi tornato in vita grazie ad una cooperativa che produce piccoli frutti di bosco. Prima di arrivare al paese di Maresca supero due belle fonti, dalle quali sgorga fresca e abbondante acqua, che contribuisce ad alimentare tre bei laghetti dove un tempo  vi era un allevamento di trote. Prima di ripartire mi concedo un regalo, penso di meritarlo, un bel gelato, buonissimo.  Ultreya.   

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10 gennaio 2018

CUTIGLIANO - L. SCAFFAIOLO - 

PRACCHIA


Sulla Montagna Pistoiese un lungo itinerario che da Cutigliano arriva a Pracchia. Oltrepassando un inedito Lago Scaffaiolo a q. 1781 e il Rifugio di Portafranca a q. 1580.

Data: 14 Dicembre 2016

Partenza: La partenza avviene dal paese di Cutigliano che si raggiunge con la S.R. 66 e con la S.S.12. E' servito dai mezzi pubblici del COPIT, linea54.

Note: Per la lunghezza, ma soprattutto per il notevole dislivello in salita e in discesa, l'itinerario è adatto a persone allenate.
Fonti: Cutigliano, Fonte dell'Uccelliera, Rifugio di Portafranca, Fonte del Cacciatore, Rifugio del Montanaro.
Sentieri: CAI 6, CAI 66, CAI 00, CAI 5, CAI 35, CAI 20, CAI 3, CAI 33.



Itinerario: Negli ultimi tempi (2017 e parte del 2016), ho collezionato un numero considerevole di escursioni che per vari motivi non ho postato. Dal “mucchio” pesco questa lunga escursione che unisce due importanti paesi della Montagna Pistoiese. Percorrendo un pezzo di crinale sprovvisto di neve, regalandomi scorci incredibili e un inedito Lago Scaffaiolo.
Parto da Cutigliano, bandiera arancione, dichiarato uno dei borghi più belli d'Italia, che raggiungo con i mezzi pubblici del Copit. A fianco del Palazzo dei Capitani della Montagna, sede del Comune, inizia il CAI 6 che percorrendo le caratteristiche stradine mi porta fuori dal paese. Giunto alla fine delle scalette seguo a sinistra l'asfalto che con una larga curva arriva a q. 792 WP1, ignoro la strada di destra e quella di sinistra per seguire a dritto i segni bianco rossi del CAI costeggiando alcune villette. Dopo un breve tratto nel bosco seguo a dritto l'asfalto fino ad arrivare a prendere a sinistra su ampio spiazzo, proprio sotto i cavi della funivia a q. 874 WP2. Seguo la larga sterrata fino ad arrivare ad un quadrivio in località Collacchia dove prendo a sinistra a q. 969 WP3 oltrepassando una sbarra. La salita adesso è più lieve e molto piacevole ed anche se in pieno inverno, il paesaggio è molto bello. Oltrepasso un ovile, scambiando alcune parole con i pastori, i quali si apprestano ad andare a controllare il gregge che pascola più in là. (ATTENZIONE c'è una fontana, ma non è potabile). Giunto ad un largo bivio seguo a destra e percorse poche decine di metri prendo a sinistra il largo sentiero in salita entrando nel bosco a q. 1056 WP4 seguendo il CAI 6. Salendo oltrepasso un rudere in località Tesone, attraverso una abetaia tenendo la destra ad un bivio a q. 1275 WP5 arrivando infine ad un quadrivio a q.1392 WP6. Continuo a dritto con il CAI 6 arrivando poco dopo al Lago S. Gualberto completamente ghiacciato, il quale emette strani scricchiolii. Lo costeggio a sinistra in senso orario arrivando alla strada asfaltata, l'attraverso, supero la sbarra e seguendo il sentiero di destra arrivo alle prime abitazioni della Doganaccia. Con via del Pettirosso e via dei Cacciatori, rese completamente bianche dalla brina, arrivo alla stazione della funivia a q.1511. Oltrepassata la caratteristica chiesetta tengo la destra e al bivio successivo seguo a dritto a q. 1541 WP7 con il CAI 66 (si può percorrere anche la più lunga ma più comoda carrareccia). Attraverso leggermente in diagonale la carrareccia a q. 1607 WP8 per prendere lo stretto sentiero che sempre in diagonale taglia il costone della montagna. Supero il Passo della Calanca e poco dopo incrociando il sentiero di crinale, CAI 00, arrivo al rifugio Duca Degli Abruzzi a q. 1789 WP9 che sovrasta il Lago Scaffaiolo. Il lago è in versione invernale, senza neve ma completamente ghiacciato ed a tratti nascosto a dalla nebbia, la quale accresce la sensazione del freddo. Il freddo che mi ha accompagnato fin dalla partenza, adesso è veramente pungente per cui scattate un po' di foto riparto seguendo il CAI 00 che sale al Passo dello Strofinatoio a q. 1847 WP10 (percorrendolo in salita si comprende il perchè del nome!). Prendo a destra in discesa e raggiunto il Passo del Cancellino a q. 1632 WP11 seguo ancora a dritto in salita il CAI 00. Mi lascio alle spalle la sagoma del Corno alle Scale con la sua grande Croce e aggirando in senso orario il M. Gennaio arrivo alla fonte dell'Uccelliera a q. 1683. Continuo a dritto con il CAI 5, con il quale dopo aver preso a destra al bivio giungo al bel rifugio di Portafranca gestito dal CAI di Pistoia a q. 1580 WP12. Risalgo sulla sinistra del rifugio con il CAI 35, con il quale seguendo ancora a sinistra poco dopo arrivo al Passo della Nevaia a q. 1635 WP13. Scendendo a destra con il CAI 20 oltrepasso la fonte del Cacciatore a q. 1581 e quindi dopo aver superato il Passo dei Malandrini a q. 1577 raggiungo il rifugio del Montanaro a q. 1567 WP14. Scendo con il CAI 3 arrivando al Rombiciaio a q.1362 WP15 (qui si può interrompere l'itinerario: seguendo a destra il CAI 3, in ca. trenta minuti si arriva alla Casetta dei Pulledrari, importante punto di partenza per tante escursioni. Continuando a scendere arriviamo a Maresca, bel paese della Montagna Pistoiese servito da mezzi pubblici). Io proseguo a dritto con il CAI 33, supero una pista da sci dismessa e attraversando un meraviglioso bosco di faggi arrivo a Pian della Trave a q. 1317 WP16. Continuo leggermente a sinistra sempre con il CAI 33, seguo a sinistra al bivio in località Fontanelle a q.1230 WP17, continuo a scendere e giunto in località Poggio del Ronco a q. 1110 WP18, continuo a dritto per poi scendere rapidamente di quota ed arrivare in località La Casa a q. 781. Al casotto in lamiera vado a destra a q. 785 WP19 e con le scalette in cemento arrivo alla strada asfaltata. Proseguo a sinistra e subito a destra a q. 770 WP20 rientrando nel bosco (segni bianco rossi e azzurri del Sentiero Azzurro Pracchia Abetone) e subito a destra a q. 764 WP21 ritrovando poco dopo l'asfalto n corrispondenza di una abitazione. Seguo a sinistra per poi tenere sempre la destra, arrivando infine ad una passerella sul fiume Reno, la attraverso (fonte leggermente a sinistra nel piccolo parco) e a destra con poche decine di metri raggiungo la stazione di Pracchia a q. 620.





27 ottobre 2017

Crinale 00 (Abetone - Pracchia)





Bellissima escursione sul crinale dell'Appennino Tosco Emiliano. Una lunga sequenza di cime superiori ai 1700 metri di quota.

Data: 29 Settembre 2017

Partenza: Dal paese di Abetone che si raggiunge con la S.R. 66 e successivamente con la S.S.12. E' servito dai mezzi pubblici del COPIT, linea54.

Note: Adatto a persone allenate. L'itinerario si può interrompere in più punti. Lungo tutto il percorso sono visibili, in corrispondenza del crinale, le antiche pietre confinanti in pietra serena che furono poste nel settecento a confine tra il Granducato di Toscana e il Ducato di Modena.
Fonti: Abetone, bivio M. Maiori, Lago Scaffaiolo (rifugio), Fonte dell' Uccelliera, Rifugio di Portafranca, Fonte del Cacciatore, Rifugio del Montanaro (Non sempre butta) Pracchia.
Sentieri: CFS 11, CAI 00, CAI 35, CAI 3, CAI 33.


Itinerario: Dall'Abetone a Pracchia, un lungo itinerario diviso tra sentieri di crinale e sentieri di fondo valle. Libro Aperto, M. Cervinara, M. Lancino, Cima Tauffi, I Balzoni, Vista del Paradiso. E ancora Croce Arcana, Lago Scaffaiolo, Passo dello Strofinatoio, Passo del Cancellino. Il crinale assume in questo settore caratteristiche di alta montagna.
Dalla fermata del bus (con il quale sono arrivato) attraverso la piazza in direzione delle piramidi, percorro via Uccelliera e subito a destra in quella che d'inverno diventa una pista da sci di fondo, sentiero didattico CFS11 - CAI 00 e Cammino di S. Bartolomeo, che percorre la Riserva Naturale Statale dell'Abetone, un posto magico. Poco dopo aver superato una sbarra arrivo ad una area di sosta attrezzata dove troneggia una bella fontana a q. 1455 WP1 (Per un bel po' non troverò più acqua). Continuo a destra in pari ancora sulla larga forestale e attraversando belle abetaie arrivo alla Verginetta a q. 1480, seguo a destra in salita il CAI 00 con il quale arrivo alla Casetta di Lapo a q. 1503 WP2. Attraversando praterie di mirtilli giungo alla sella che divide le due “pagine” del Libro Aperto e in ripida salita arrivo in vetta al Monte Rotondo (Libro Aperto) a q. 1936 WP3. Dalla cima osservo verso sud ovest l'altra “pagina” un po' più bassa, M. Belvedere a q. 1896 (Non riportato da nessuna carta) da cui sono passato prima. Godo del panorama più vasto ed avvincente dell'itinerario, osservo verso nord M. Lagoni e il M. Cimone alla cui destra nelle giornate limpide all'estremo orizzonte si possono vedere le Alpi ed a occidente spiccano le rocciose cime delle Alpi Apuane. Volgendo lo sguardo a oriente posso osservare il lungo tratto di crinale dell'Appennino Tosco Emiliano che percorrerò. Scendo verso est e comincio la scorpacciata di cime che superano i 1700 m. di quota. Inizio con il M. Cervinara q. 1776, il crinale presenta una spettacolare sequenza di piccoli picchi rocciosi pressappoco alti uguali. Il sentiero si riduce ad una strettissima striscia e continua aereo ed ardito, oltrepasso il M. Lancino a q. 1702, arrivo al passaggio più difficile dell'itinerario, (già il nome dice tutto) il Passo della Morte: pochissimi metri attraverso una esile sella in esposizione su entrambi i versanti. Arrivato ai Tauffi, ignoro la salita a destra irta e su sfasciumi, e la aggiro a sinistra con comodo sentiero, con il quale supero alcune tane di Marmotte guadagnando in pochi minuti la cima a q. 1798 WP4. Il sentiero perde le caratteristiche di alta montagna per la severità e solitudine degli ambienti attraversati, continuando si fa più grande e comodo attraversando praterie d'alta quota. Dopo essere sceso e risalito dal Colle dell'Acquamarcia a q. 1631 WP5, supero I Balzoni a q. 1751 WP6, oltrepasso Vista del Paradiso a q. 1715 WP7, per scendere al Passo della Croce Arcana a q. 1669 WP8. Il più alto valico rotabile dell'Appennino Settentrionale (Dalla Croce Arcana per comoda strada bianca o per sentiero CAI 6 si può interrompere l'itinerario scendendo alla Doganaccia e con la funivia raggiungere Cutigliano, paese servito da mezzi pubblici). Continuo superando il Passo della Calanca a q. 1731 WP9 e poco dopo arrivo al Lago Scaffaiolo a q. 1781 WP10 dove faccio una sosta per mangiare qualcosa. Riparto seguendo sotto il rifugio il sentiero a destra in salita, arrivando al Passo dello Strofinatoio a q. 1847 WP11 (percorrendolo in salita si comprende il perchè del nome!). Prendo a destra in discesa e raggiunto il Passo del Cancellino a q. 1632 WP12 seguo ancora a dritto in salita il CAI 00. Mi lascio alle spalle la sagoma del Corno alle Scale con la sua grande Croce e aggirando in senso orario il M. Gennaio arrivo alla fonte dell'Uccelliera a q. 1683 WP13. Continuo a dritto con il CAI 5, con il quale dopo aver preso a destra al bivio giungo al bel rifugio di Portafranca gestito dal CAI di Pistoia a q. 1580 WP14, dove passerò la notte. Il giorno successivo riparto risalendo sulla sinistra del rifugio con il CAI 35, con il quale seguendo ancora a sinistra arrivo al Passo della Nevaia a q. 1635 WP15. Scendendo a destra con il CAI 20 oltrepasso la fonte del Cacciatore a q. 1581 WP16 e quindi dopo aver superato il Passo dei Malandrini a q. 1577 raggiungo il rifugio del Montanaro a q. 1567 WP17. Scendo in modo sostenuto con il CAI 3 arrivando al Rombiciaio a q.1362 WP18 (Anche qui si può interrompere l'itinerario. Seguendo a destra il CAI 3, in ca. trenta minuti si arriva alla Casetta dei Pulledrari, importante punto di partenza per escursioni. Continuando a scendere arriviamo a Maresca, bel paese della Montagna Pistoiese servito da mezzi pubblici). Io proseguo a dritto con il CAI 33, supero una pista da sci dismessa e arrivo a Pian della Trave a q. 1317 WP19 . Continuo leggermente a sinistra sempre con il CAI 33, seguo a sinistra al bivio in località Fontanelle a q.1230 WP20 e giunto in località Poggio del Ronco a q. 1110 WP21, continuo a dritto per poi scendere rapidamente di quota ed arrivare in località La Casa a q. 781. Al casotto in lamiera vado a destra a q. 785 WP22 e con le scalette in cemento arrivo alla strada asfaltata. Proseguo a sinistra e subito a destra a q. 770 WP23 rientrando nel bosco (segni bianco rossi e azzurri del Sentiero Azzurro Pracchia Abetone) e subito a destra a q. 764 WP24 ritrovando poco dopo l'asfalto n corrispondenza di una abitazione. Seguo a sinistra per poi tenere sempre la destra, arrivando infine ad una passerella sul fiume, la attraverso (fonte leggermente a sinistra) e a destra con poche decine di metri raggiungo la stazione di Pracchia a q. 620.




17 ottobre 2017

S. MARCELLO - PORTAFRANCA - PRACCHIA


Da S. Marcello a q. 623 a Pracchia a q. 618, passando dal rifugio di Portafranca a q. 1580. Compiendo il giro del Monte Gennaio.

Data: 4 Ottobre 2017

Partenza: Da S. Marcello, che si raggiunge con la S.R. 66. Oppure come ho fatto io con i mezzi pubblici del COPIT.
Note: Itinerario lungo e faticoso, adatto a persone allenate. Dai ca. 600 m. della partenza e di arrivo, ai 1632 m. del Passo del Cancellino.
Fonti: Non ci sono problemi di acqua nella parte alta del percorso, mentre non ci sono fonti nella parte bassa.
Sentieri: CAI 2, CAI 00, CAI 20, CAI 00, CAI 35, CAI 00, CAI 3. CAI 33. 


Itinerario: Parto da piazza G. Matteotti nel centro di S. Marcello, raggiungo la piccola piazzetta D. Cini distante pochi metri e con la omonima viuzza, dove trovo il primo segno bianco rosso, raggiungo il parcheggio dell'ospedale. Il sentiero continua dalla parte opposta, in via Di Piè Zoppo che seguo a destra in salita su asfalto, supero una strada transitata a dritto e con via Serena e Via Calamandrei arrivo a prendere a sinistra in salita in corrispondenza di una cabina elettrica. Aggiro una bella colonica continuando su sterrato, con il quale supero a destra una prima sbarra, e superato un ripido tratto asfaltato, arrivo ad un bivio chiuso da sbarre. Seguo a sinistra in salita su sterrato su largo sentiero con il CAI 2, con il quale aggiro a sinistra un grosso serbatoio di cemento armato continuando su stretto sentiero. Poco dopo seguo a destra a q. 956 WP1 arrivando a Pian dei Termini dove ha sede l'Osservatorio Astronomico, vanto della Montagna Pistoiese. Intorno all'Osservatorio c'è un percorso didattico con cartelli e rappresentazioni del cielo e dei pianeti. Ma una cosa stupenda, almeno per me, ignorante della materia, è la rappresentazione della Via Lattea posta su alti pali. Torno un pochino indietro e quando la strada comincia a scendere prendo a destra in salita su ampia sterrata. Pochi metri e raggiunta una sbarra continuo a sinistra a q. 978 WP2 su sentiero con il quale raggiungo un punto panoramico a q. 1020, da cui è ben visibile il Libro Aperto, il Cimone, il Passo della Croce Arcana e il filo di cresta fino al Cupolino che domina il Lago Scaffaiolo. Continuo con il CAI 2 in ripida salita in un bosco di abeti e ritrovato il pari arrivo ad un bivio che prendo a destra a q. 1130 WP3 seguendo i segni bianco rossi del CAI e i segni arancio. Continuando con il CAI 2 supero il Monte Terminaccia a q. 1170, arrivando dopo un po' in loc. Monticelli, dove prendo a sinistra a q. 1437 WP4 e continuo con il CAI 00. Pochi metri e la salita finisce e in discesa, poi in piano percorro un bel sentiero in una faggeta che comincia a vestirsi con i colori caldi dell'autunno. Rinfrancato dal bel tratto in pari arrivo a prendere a destra il largo sentiero che sale da Pratorsi, arrivando al Passo della Maceglia a q. 1430 WP5. Continuo a sinistra in salita sempre con il CAI 00, ignoro il sentiero a destra per il rifugio del Montanaro e prendo a sinistra oltrepassando la fonte del Cacciatore a q. 1572 WP6 per arrivare in spazio aperto, fuori dal bosco al bivio con il CAI 20, poco sotto il Passo della Nevaia a q. 1589 WP7. Proseguo a sinistra con il CAI 20 che al di sopra della fine della vegetazione taglia a metà il costone del Monte Gennaio attraversando mirtillaie, alle quali i primi freddi hanno fatto assumere un bel colore rossastro e che senza tanta fatica mi porta al Passo del Cancellino a q. 1632 WP8, sotto l'imponente sagoma del Corno alle Scale la cui cima è nascosta dalla nebbia. Il sentiero dopo una breve salita continua stretto in pari a metà costone aggirando in senso orario il M. Gennaio arrivando alla fonte dell'Uccelliera a q. 1650, che a causa del gran caldo dell'estate è quasi prosciugata. Proseguo con il CAI 35, che giungendo al bel rifugio di Portafranca a q. 1580 WP9, finisce il giro del Gennaio. Con sorpresa lo trovo aperto, gli amici del CAI di Pistoia (che gestisce il rifugio) mi informano che ospitano una gita scolastica di 25 ragazzi e che nei giorni precedenti ne hanno già ospitata un'altra. Dopo uno spuntino riparto salendo con il sentiero a sinistra del rifugio e alla fine della breve salita seguo a sinistra in pari arrivando poco dopo al Passo della Nevaia a q. 1635. Continuo a dritto in salita oltrepassando il Poggio dei Malandrini a q. 1659 e sceso al Passo dei Malandrini a q. 1577 WP10 seguo a sinistra arrivando al rifugio del Montanaro a q. 1567. Adesso comincio a scendere di quota rapidamente e in breve con il CAI 3 arrivo in loc. Rombiciaio a q. 1362 WP11, proseguo a dritto con il CAI 33, con il quale in leggera salita oltrepasso una pista da sci dismessa da tanto tempo e attraversando una splendida faggeta arrivo a Pian della Trave a q. 1317 WP12. Ancora una corta e lieve salita e poi giù in discesa a tratti ripida, oltrepassando a dritto il bivio di Fontanelle a q. 1230, a sinistra il bivio del Ronco a q. 1110 arrivo in corrispondenza di un casotto in lamiera e seguo a destra a q. 795 WP13 arrivando al borgo di La Casa. Attraverso il piccolo borgo arrivando su asfalto che prendo a sinistra, pochi metri e vado a destra a q.780 WP14 tornando nel bosco, ancora pochi metri e seguo il sentiero di destra a q. 774 WP15 che termina poco dopo di fronte ad una abitazione. Seguo a sinistra e poi sempre a destra arrivando alla passerella sul Fiume Reno. La attraverso e dopo una sosta alla fontana posta nel piccolo parco di Pracchia, mi dirigo alla stazione dove il treno percorrendo la Porrettana mi riporta a Pistoia.




11 gennaio 2024

 

     ORSIGNA-PORTAFRANCA-MONTANARO-        LAVACCHINI-ORSIGNA  

Bellissimo percorso tra paesaggi, borghi, boschi e crinali nell’Appennino Tosco-Emiliano. Giro ad anello nell’alta valle dell’Orsigna. Itinerario che ci permette di ammirare la vallata in tutta la sua bellezza.  

“Orsigna mi ha messo la poesia nella vita, ci sono venuto da ragazzo, questo rimane il posto del mio cuore e rimane il mio rifugio. Dovunque sono stato nel mondo, qualunque cosa mi succedesse, tranne l’incontro con la signora dal mantello nero, avrei potuto rifugiarmi all’Orsigna” (T. Terzani)

Data: 4 Gennaio 2024

Partenza: Dal paese di Orsigna. Che si raggiunge da Pistoia percorrendo la Sr 66, raggiunto Pontepetri si svolta a destra sulla Sp 632 per raggiungere Pracchia. Quindi si procede a sinistra in via dell’Orsigna e successivamente a dritto in via di Paoluccio. 

Note: Il percorso non presenta difficoltà. Solo un buon allenamento e tanta attenzione nella discesa sul sentiero 253. Attenzione al guado sul torrente Orsigna, che in questo periodo ha una buona portata d’acqua.   

Fonti: Lungo il percorso si trovano molte fonti. 

Sentieri: CAI 205, CAI 235, CAI 00, CAI 203, CAI 253. 

Itinerario: Sperando di aver lasciato nell’anno vecchio i vari acciacchi che nel corso del 2023 mi hanno afflitto, mi accingo a fare la prima escursione del nuovo anno. Ho scelto questo itinerario, perché ritengo che sia uno tra i più belli del nostro Appennino. E’ un itinerario che conosco molto bene, ma è sempre un piacere percorrerlo.

Il CAI 205, dal ’200 al ‘700 ha rappresentato una importante via di collegamento tra il territorio di Pistoia e quello di Bologna, un’autostrada di quel periodo. Alcune opere testimoniano e confermano ancora la sua antica importanza.

Parto poco oltre il paese dell’Orsigna con il CAI 205, il quale, dopo il Tabernacolo sale ripidamente attraversando un bel castagneto, arrivando al bellissimo borgo di Case Moretto a q. 991 WP1. Poco oltre, a q. 1021, al lato del sentiero c’è Casa Aldria WP2, altro bellissimo borgo. Possiamo rifornirci di acqua nei due borghi alle rispettive fonti. Continuo in ripida salita fino ad incrociare poco dopo vari sentieri. Seguo a sinistra in pari sempre con il CAI 205, ai cui lati due file di lastre verticali mi guidano ad una vasta radura, Pian dell’Osteria, (così chiamata perché nel 1600 ospitava una locanda) dove è presente un piccolo bivacco. Molti anni fa era il ricovero dei pastori che qui portavano le loro greggi. Adesso, questo luogo è molto frequentato dagli scout, che qui organizzano il loro campo. Il tratto di sentiero che adesso percorrerò è molto bello e particolare, ai lati due file di faggi in perfetto ordine delimitano il percorso. Inoltre il tempo e l’acqua hanno scavato il terreno, scoprendo parte delle radici, creando un bellissimo ed intricato disegno. Alla fine di questo mondo fiabesco, giungo alla Fonte della Gabelletta, (dove sorgeva l’antica dogana, o gabella) a q. 1153 WP3. Proseguo attraversando boschi di abeti e di faggi, fino ad incrociare il sentiero di crinale sotto Poggio Merizzone, a q. 1552. (Antico luogo di confine tra Toscana ed Emilia Romagna, sono ancora presenti alcuni cippi in pietra fatti posare dal Granduca di Toscana nel 1791). In pari o in dolce salita arrivo sotto il Monte Portafranca, alla cui forcella, posta pochi metri in alto, si può ammirare un bellissimo panorama WP4, una cornice che racchiude il Monte Gennaio, e il Corno alle Scale. Pochi minuti mi separano dal bellissimo rifugio di Portafranca a q. 1580 WP5, gestito dal CAI di Pistoia. Uno dei miei posti del cuore. (Il luogo è chiamato Portafranca, perché è il punto in cui i briganti aggiravano la dogana). Al lato del rifugio seguo il CAI 235, con il quale in breve torno sul crinale ai 1635 m. del Passo della Nevaia, e con il CAI 00 supero il Poggio dei Malandrini. Tenendo la sinistra alla fine della discesa oltrepasso il rinnovato rifugio del Montanaro a q. 1670 WP6, sempre in discesa con il CAI 203 arrivo ai 1362 m. del passo del Rombiciaio. Adesso, con buona pace delle mie ginocchia, proseguo a sinistra con il CAI 253, con il quale in ripida discesa arrivo al piccolo borgo di Lavacchini a q. 875 WP7.  Poco prima di giungere al borgo c’è da attraversare il torrente Orsigna, il quale in questo periodo ha una buona portata d’acqua, che colpevolmente ho sottovalutato. Però con un po' di pazienza e di occhio riesco a superare. Oltrepassato il borgo arrivo alla bella e abbondante fonte di S. Camillo a q. 873 WP8. Pochi tornanti e alcune centinaia di metri mi separano dal punto di partenza, al quale arrivo poco dopo su asfalto, felice della bella escursione fatta. Ultreya

CAMINAR ES ATESORAR

I NEVER WALK ALONE

 

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