a

a
Fregio Robbiano "Alloggiare i Pellegrini" - Ospedale del Ceppo di Pistoia

3 aprile 2025

 

MONTE PRANA

Monte Prana, uno dei balconi più belli delle Alpi Apuane meridionali, a torto considerate minori. Itinerario ad anello sopra il Camaiorese, con vista sulle Apuane più famose, sull’Appennino innevato, sul litorale versiliese e sulle isole poste di fronte a questo tratto di costa.     

Data: 30 Marzo 2025

Partenza: Percorrendo l’autostrada A11 fino a Capannori, poi strade regionali fino a Marlia - Ponte a Moriano. Quindi seguiremo la via Ludovica fino a Decimo, da qui prenderemo a sinistra verso Pescaglia - Convalle e Passo Lucese.

Note: Il percorso non presenta difficoltà. 

Fonti: Lungo il percorso si trovano 2 fonti, una poco dopo la partenza (Casa del Maestro). L’altra nei pressi di Campo all’Orzo, quasi alla fine dell’escursione. Consiglio di partire con buona scorta d’acqua.

Sentieri: CAI 101, CAI 104, CAI 101.

Itinerario: Lasciata l’auto nel piccolo spiazzo che funge da parcheggio, ci inoltriamo, oltre la sbarra, sulla larga carrareccia, contrassegnata con il numero CAI 101. Poco dopo costeggiamo una bella Marginetta posta sotto un magnifico ed enorme Abete, per poi inoltrarsi nel bosco, con un sentiero lungo il quale alcuni cartelli ci raccontano una favola. Oltrepassato il rifugio Casa del Maestro a q. 889 m slm, dove possiamo fare rifornimento di acqua WP1, la salita si fa più ripida e faticosa. Sbucati sopra il bosco, lo sguardo si allarga sui prati sommitali, dove nel periodo estivo mandrie di animali vengono portati all’alpeggio. Giunti sulla cima del Monte Pedone godiamo di un panorama magnifico, e sarà una costante. Il sentiero continua in costante salita, attraversando spazi aperti meravigliosi, dove un Fagiano e poi un Capriolo, facendo bella mostra di se ci fanno capire che siamo fuori luogo. Dopo aver oltrepassato il Monte Prano a q. 1091 e una vecchia postazione militare risalente alla seconda guerra mondiale, arriviamo ai 1220 m. del Monte Prana, con la sua grande Croce. Aiutati anche dalla bellissima giornata, godiamo di panorami meravigliosi: delle vicine due cime del Monte Piglione, dalla foce del fiume Serchio fino a Portovenere, gran parte dell’arcipelago Toscano, la Corsica, le Apuane e l’Appennino innevato. E in lontananza con un po di attenzione si intravedono le Alpi Marittime. Bellissimo. Dopo una miriade di foto, un po di riposo condito da tanta allegria e un po di cibo, con calma cominciamo a scendere dalla parte opposta con il CAI 104. Con il quale arriviamo ai 912 m. della Focetta di S. Vincenzo, e poco dopo, costeggiata la seconda fonte WP2, giungiamo alla località Campo All’Orzo a q. 938 m. con la diroccata chiesa. Proseguiamo con il ritrovato CAI 101, il quale dopo aver sottopassato una teleferica, prosegue a destra in località Baita Verde, con il locale rifugio in ristrutturazione. Ancora in discesa usciamo dal bosco e ritroviamo la larga carrareccia della mattina, con la quale torniamo alle macchine. Ultreya.

CAMINAR ES ATESORAR

I NEVER WALK ALONE

Apri tutte le foto

Traccia gps