MONTE PRANA
Monte Prana, uno dei balconi più belli delle Alpi Apuane meridionali, a torto considerate minori. Itinerario ad anello sopra il Camaiorese, con vista sulle Apuane più famose, sull’Appennino innevato, sul litorale versiliese e sulle isole poste di fronte a questo tratto di costa.
Data: 30 Marzo 2025
Partenza: Percorrendo l’autostrada A11 fino a
Capannori, poi strade regionali fino a Marlia - Ponte a Moriano. Quindi
seguiremo la via Ludovica fino a Decimo, da qui prenderemo a sinistra verso
Pescaglia - Convalle e Passo Lucese.
Note: Il percorso non presenta difficoltà.
Fonti: Lungo il percorso si
trovano 2 fonti, una poco dopo la partenza (Casa del Maestro). L’altra nei
pressi di Campo all’Orzo, quasi alla fine dell’escursione. Consiglio di partire
con buona scorta d’acqua.
Sentieri: CAI 101, CAI 104, CAI 101.
Itinerario: Lasciata l’auto nel piccolo spiazzo che
funge da parcheggio, ci inoltriamo, oltre la sbarra, sulla larga carrareccia,
contrassegnata con il numero CAI 101. Poco dopo costeggiamo una bella Marginetta
posta sotto un magnifico ed enorme Abete, per poi inoltrarsi nel bosco, con un
sentiero lungo il quale alcuni cartelli ci raccontano una favola. Oltrepassato il
rifugio Casa del Maestro a q. 889 m slm, dove possiamo fare rifornimento di
acqua WP1, la salita si fa più ripida e faticosa. Sbucati sopra il bosco, lo sguardo
si allarga sui prati sommitali, dove nel periodo estivo mandrie di animali
vengono portati all’alpeggio. Giunti sulla cima del Monte Pedone godiamo di un
panorama magnifico, e sarà una costante. Il sentiero continua in costante
salita, attraversando spazi aperti meravigliosi, dove un Fagiano e poi un
Capriolo, facendo bella mostra di se ci fanno capire che siamo fuori luogo. Dopo
aver oltrepassato il Monte Prano a q. 1091 e una vecchia postazione militare
risalente alla seconda guerra mondiale, arriviamo ai 1220 m. del Monte Prana,
con la sua grande Croce. Aiutati anche dalla bellissima giornata, godiamo di
panorami meravigliosi: delle vicine due cime del Monte Piglione, dalla foce del
fiume Serchio fino a Portovenere, gran parte dell’arcipelago Toscano, la
Corsica, le Apuane e l’Appennino innevato. E in lontananza con un po di
attenzione si intravedono le Alpi Marittime. Bellissimo. Dopo una miriade di
foto, un po di riposo condito da tanta allegria e un po di cibo, con calma
cominciamo a scendere dalla parte opposta con il CAI 104. Con il quale
arriviamo ai 912 m. della Focetta di S. Vincenzo, e poco dopo, costeggiata la
seconda fonte WP2, giungiamo alla località Campo All’Orzo a
q. 938 m. con la diroccata chiesa. Proseguiamo con il ritrovato CAI 101, il
quale dopo aver sottopassato una teleferica, prosegue a destra in località
Baita Verde, con il locale rifugio in ristrutturazione. Ancora in discesa
usciamo dal bosco e ritroviamo la larga carrareccia della mattina, con la quale
torniamo alle macchine. Ultreya.
CAMINAR ES
ATESORAR
I NEVER WALK ALONE