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Fregio Robbiano "Alloggiare i Pellegrini" - Ospedale del Ceppo di Pistoia
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15 agosto 2015

                      ITINERANDO SULL'APPENNINO

                                                                         TOSCO-EMILIANO

 

Via Romea Nonantolana
 
            e via Francesca della Sambuca


Percorso Appenninico Toscano
Via Francesca della Sambuca

Il percorso risale al periodo medievale, ed era conosciuto come via Francesca o via Francigena della Sambuca. L'itinerario si svolge prevalentemente su sentieri o strade secondarie, eccetto alcuni tratti dove la via Leopolda (l'odierna S.S. 64 Porrettana), costruita nel 1800, si sovrappone alla antica viabilità. Partendo da Porretta Terme l'itinerario risale la valle del Reno, oltrepassa Ponte alla Venturina, e solcando la valle del fiume Limentra sale a Pavana, e successivamente a Sambuca Castello. Dopo aver superato il crinale appenninico al passo della Collina, si raggiunge la località del Signorino, nell'alta valle dell'Ombrone, e attraversando Fiano si arriva a Valdibrana, per poi arrivare nella bella piazza del duomo di Pistoia. Da qui, valicando il Montalbano, passando per Vinci e Cerreto Guidi; o attraversando il padule dopo Altopascio, si giunge a Fucecchio, nella valle dell'Arno, ricollegandoci alla Francigena principale, per poi proseguire verso Roma.
             ITINERANDO SULL'APPENNINO

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 Via Romea Nonantolana
                   
            e via Francesca della Sambuca




Viaggio dei Magi - Gruamonte       Pieve di S. Andrea - Pistoia


Tappa nr. 5: PORRETTA TERME – PISTOIA


 Data: Agosto 2015
 

Partenza: Dal paese di Porretta Terme. Ci sono due possibilità di raggiungere Porretta: da Bologna e da Pistoia con la S.S. 64 (porrettana). Oppure con la linea ferroviaria Porrettana, sicuramente più spettacolare.

Note: Tappa lunga e con dislivelli importanti. Si valica l'Appennino al Passo della Collina a q. 932.
Fonti: Non ci sono problemi per approvvigionarsi di acqua.
Sentieri: CAI 159, CAI 163, CAI 214.


Da Porretta Terme a Sambuca
Dalla stazione ferroviaria si prende a sinistra attraversando la stazione degli autobus, si attraversa il ponte pedonale e proseguendo a sinistra sul marciapiede si risale il corso del fiume. Oltrepassato un passaggio a livello, andiamo sull'altra sponda dove sorge il santuario della Madonna del Ponte e seguiamo a destra la strada asfaltata. Aggirando un deposito di materiale edile, in località Castellina proseguiamo su sterrata sul greto del fiume e trovata l'indicazione a sinistra del sentiero CAI 159 a q. 379 WP1 su sterrato e poi su strada asfalta fino ad arrivare al ponte di Teglia in località Ponte alla Venturina. Attraversiamo il fiume Limentra, prendiamo a sinistra costeggiando un fabbricato artigianale e per breve salita arriviamo al paesino di Teglia, dove fino alla metà del 1800 c'era la dogana fra lo Stato Pontificio e il Granducato di Toscana. Attraversata Teglia proseguiamo a dritto e passando davanti al mulino di Mariottino (esistente già nel1785) in località il Pontaccio, giungiamo al mulino di Chicon. Con ripido sentiero a destra a q. 418 WP2, arriviamo ad una scalinata e passando sotto la volta di una casa settecentesca giungiamo a Pavana. Attraversiamo la strada statale in salita e all'altezza di un bar alimentari (quasi di fronte) prendiamo a destra in salita fino alla chiesa. Rinfrescati e riforniti di acqua alla bella fonte prendiamo la strada in direzione del cimitero con il CAI163 a q. 492 WP3. Il sentiero continua dal lato sinistro del parcheggio, dopo aver letto un cartello che reca uno stralcio di un libro di Francesco Guccini (nativo di Pavana), ci inoltriamo in salita nel bosco di castagni, ed in una mezz'oretta arriviamo al piccolo borgo La Capanna a q. 704 WP4. Prendiamo il sentiero che scendendo a sinistra torna nel bosco ed in breve arriviamo a Sambuca, entrandovi da Porta a Pavana. Merita percorrere le strette viuzze, visitare la rocca, la bella chiesa, fare una sosta alla fonte e godere del bel panorama.

Da Sambuca P/se al Passo della Collina
Dal paese di Sambuca P/se fino al Passo della Collina esistono due itinerari, il sentiero alto (CAI 163), di crinale, segue lo spartiacque fra i fiumi Reno e Limentra, passa in mezzo ai boschi e non si incontrano paesi, dei due è il più antico. Questo itinerario è poco frequentato ed è consigliato a chi desidera camminare lontano da strade asfaltate e in solitudine ed alle MTB. L'altro itinerario di fondovalle si è affermato dopo l'anno mille, è sicuramente il più frequentato ed attraversa alcuni paesi, ma in alcuni punti si sovrappone con la strada statale molto trafficata.

Itinerario di fondovalle
Si parte dalla bella fonte a q. 708 WP5 posta nella parte sud del paese, si percorre la strada asfaltata in discesa e in breve arriviamo al convento di S. Maria del Giglio, dove possiamo ammirare la chiesetta e il panorama del paese di Sambuca Castello. Continuando a scendere giungiamo sulla S.S. 64 Porrettana in località Bellavalle e subito dopo aver attraversato il piccolo paese, in salita a destra, a q. 546 WP6 ritorniamo nel bosco, ancora a destra a q. 566 WP7 risaliamo il fiume fino ad un caratteristico ponticello. Torniamo sulla S.S. a q. 601 WP18 e la percorriamo fino ad incontrare sulla destra una via Crucis a q. 629 WP9 su un sentiero in salita protetto da una palizzata che ci porta alla chiesa di S. Pellegrino. Scendiamo di nuovo sulla statale e attraversiamo il fiume dove sorgeva il medievale Ponte Mezzano a q. 642 WP10, prendiamo a destra passando in mezzo alle case e all'altezza del mulino Magni, comincia il sentiero acciottolato che seguiremo fino al bel paesino di Stabiazzoni. Su questo sentiero oltre ad una fonte di acqua fresca e alcune pietre su cui ci sono scolpite spaccati della dura vita di una volta, sui numeri civici c'è l'indicazione “via Bolognese”, a testimonianza che anticamente la via che dalla Toscana portava a Bologna passava di qui. Da Stabiazzoni seguendo la strada asfaltata in discesa torniamo sulla Porrrettana, la seguiamo a sinistra fino ad incontrare un bivio, prendiamo a destra e dopo un centinaio di metri andiamo a sinistra in direzione del paese di Spedaletto, L'antico Pratum Episcopi, dove sorgeva l'Ospitale di S. Bartolomeo. Dalla piazza del paese prendiamo il sentiero che parte dalla parte opposta della fontana, usciti dal paese lo percorriamo fino ad uscire dal bosco nel punto in cui passa sopra alla galleria di valico della strada statale Porrettana. Tornando nel bosco risaliamo il corso del fiume, che scorre spumeggiante sotto di noi, il sentiero adesso è largo, molto acciottolato e sale con discreta pendenza, al bivio seguiamo a destra a q. 817 WP11. Anticamente era chiamato “via della Duchessa”, conserva ancora tratti originari formati da lastre di arenaria. Uscendo dal bosco prendiamo a sinistra e percorsi un centinaio di metri arriviamo al passo della Collina.

Dal Passo della Collina a Pistoia
A questo punto dalla fontana posta nella piccola piazzetta del paese, abbiamo due alternative: la prima, più semplice, proseguire dritto e seguire la strada asfaltata; la seconda, scendere a destra per una ripida carrareccia che porta a Collina bassa, o Collina vecchia e superata la fontana a sinistra prendere la strada asfaltata che in leggera salita ci riporta sulla statale Porrettana ricongiungendosi alla prima alternativa.
Noi andiamo a dritto a q.932 WP12 e fatto un centinaio di metri, facendo attenzione alla segnaletica prendiamo a destra in discesa il sentiero CAI 214 a q. 898 WP13 che si inoltra nel bosco. Superiamo il quadrivio successivo andando a dritto ed in breve ci troviamo in una ampia radura chiamata “prato a ciliegi”, poco più avanti troviamo un cartello che ci segnala la presenza dei ruderi del castello di S. Margherita ( purtroppo i rovi hanno ricoperto quel poco che rimane). Proseguendo costeggiamo un muro a secco e un cumulo di pietre, che si suppone siano i resti della cava che forniva le pietre per la costruzione del castello. Continuando a scendere incontriamo tratti di sentiero ancora pavimentati con lastre di arenaria, a conferma che di qui passava la strada della Sambuca. Arriviamo al Ricavo, dove oggi sorgono splendide civili abitazioni, ma nel medioevo qui c'era un posto di dogana del Comune di Pistoia, dove veniva pagato il dazio e il pedaggio. Poche centinaia di metri ci separano dalla Porrettana, che percorriamo in discesa, attraversiamo la località del Signorino (bar ristorante) e all'altezza dell'ultima casa presso una fontana prendiamo il sentiero che scende a sinistra a q. 628 WP14, percorrendolo fino ad arrivare alla località chiamata “44°parallelo” (assistenza sanitaria - bar ristorante). Attraversiamo una prima volta la statale, prendiamo dritto in via Vecchia Bolognese e subito a destra nel bosco e seguendo le indicazioni sempre in discesa attraversiamo di nuovo la strada Porrettana, per arrivare alla Cugna (bar ristorante). Di fronte a noi, alla sinistra del parcheggio a q. 508 WP15 (panorama sulla piana di Pistoia) attraversata per la terza volta la statale, scendiamo una strada asfaltata che ci porta, all'uscita di una curva (fare attenzione) ad attraversare di nuovo la Porrettana. Imbocchiamo via della Chiesa di Uzzo e la percorriamo fino ad arrivare, oltrepassata la comunità Incontro, ad una curva a sinistra, andiamo dritti su una strada sterrata che ci condurrà alla “Villa al Vento”. All'inizio del viale alberato prendiamo il sentiero a destra a q. 370 WP16 e attraversato un bosco e successivamente un oliveto, giungiamo ad una “marginetta” dove prendiamo a destra per arrivare rapidamente a Fiano. Attraversiamo la piazzetta tenendo la destra, alla fontana teniamo la sinistra ed in breve arriviamo all'abitato di Ciatti. Prendiamo dritto passado in mezzo ad abitazioni imboccando via della Crocina a q. 204 WP17 un sentiero sterrato e poi su strada asfaltata che terminerà presso il Santuario della Madonna di Valdibrana. Adesso il percorso diventa urbano, quindi potremmo servirci del servizio bus (funzionante solo nei giorni feriali). Per chi volesse percorrere i quattro chilometri che separano Valdibrana da Pistoia, percorrendo via di Valdibrana arriviamo al Ponticino, proseguendo, oltrepassata a dritto una rotonda percorriamo via del Villone, via dei Pappagalli, via S. Andrea (merita una visita l'omonima chiesa). Andiamo dritti in via De' Rossi, via del Duca, a sinistra in via degli Orafi, per giungere nella splendida piazza del Duomo. Pistoia non è una meta del turismo di massa, ma i suoi palazzi, le sue chiese, i suoi musei meritano una visita, come la sua bellissima Cattedrale, dentro alla quale è conservata una Reliquia di S. Jacopo (S. Giacomo il Maggiore, il figlio del Tuono, venerato a Santiago de Campostela). Pistoia è una città bella e ricca di storia. 


 ITINERANDO SULL'APPENNINO
                                          
                                          TOSCO-EMILIANO



Via Romea Nonantolana
 
           e via Francesca della Sambuca







Tappa nr. 5 BIS : PORRETTA TERME – PISTOIA (Variante di Crinale)


Data: Agosto 2015

Partenza: Dal paese di Porretta Terme. Ci sono due possibilità di raggiungere Porretta: da Bologna e da Pistoia con la S.S. 64 (porrettana). Oppure con la linea ferroviaria Porrettana, sicuramente più spettacolare.

Note: Tappa lunga e con dislivelli importanti. Si valica l'Appennino al Passo della Collina a q. 932.
Fonti: Non ci sono problemi per approvvigionarsi di acqua.
Sentieri: CAI 159, CAI 163, CAI 214.



Da Porretta Terme a Sambuca
Dalla stazione si prende a sinistra attraversando la stazione degli autobus, si attraversa il ponte pedonale e proseguendo a sinistra sul marciapiede si risale il corso del fiume, oltrepassato un passaggio a livello, andiamo sull'altra sponda dove sorge il santuario della Madonna del Ponte, seguiamo a destra la strada asfaltata. Aggirando un deposito di materiale edile, in località Castellina proseguiamo su sterrata sul greto del fiume e trovata l'indicazione a sinistra del sentiero CAI 159 a q. 379 WP1 su sterrato e poi su strada asfalta fino ad arrivare al ponte di Teglia in località Ponte alla Venturina. Attraversiamo il fiume Limentra, prendiamo a sinistra costeggiando un fabbricato artigianale e per breve salita arriviamo al paesino di Teglia, dove fino alla metà del 1800 c'era la dogana fra lo Stato Pontificio e il Granducato di Toscana. Attraversata Teglia proseguiamo a dritto e passando davanti al mulino di Mariottino (esistente già nel1785) in località il Pontaccio, giungiamo al mulino di Chicon. Con ripido sentiero a destra a q. 418 WP2, arriviamo ad una scalinata e passando sotto la volta di una casa settecentesca giungiamo a Pavana. Attraversiamo la strada statale in salita, ed all'altezza di un bar alimentari (quasi di fronte) prendiamo a destra in salita fino alla chiesa. Rinfrescati e riforniti di acqua alla bella fonte prendiamo la strada in direzione del cimitero con il CAI163 a q. 492 WP3. Il sentiero continua dal lato sinistro del parcheggio, dopo aver letto un cartello che reca uno stralcio di un libro di Francesco Guccini (nativo di Pavana), ci inoltriamo in salita nel bosco di castagni, ed in una mezz'oretta arriviamo al piccolo borgo La Capanna. Prendiamo il sentiero che scendendo a sinistra a q. 704 WP4 torna nel bosco ed in breve arriviamo a Sambuca, entrandovi dalla Porta a Pavana. Merita percorrere le strette viuzze, visitare la rocca, la bella chiesa, fare una sosta alla fonte e godere del bel panorama.

Da Sambuca Castello al Passo della Collina - Sentiero di Crinale
Partendo dalla fontana prendiamo a destra in leggera salita a q. 708 WP5 il sentiero CAI163 che sale verso Posola e che seguiremo fino al Passo della Collina. Superando alcune marginette usciamo dal bosco in corrispondenza di una strada che prendiamo a destra, attraversata la borgata di Casale, in prossimità di una curva giungiamo di nuovo su una strada e seguiamo l'asfalto a destra in leggera salita. Ignoriamo i segni bianco rossi disegnati a terra e dopo un centinaio di metri incontriamo sulla destra una carrareccia delimitata da una sbarra a q. 890 WP6. La superiamo e la percorriamo fino ad arrivare ad un pianoro con una casa isolata in pietra, incontrando di nuovo il sentiero CAI 163. Lo seguiamo a sinistra a q. 931 WP7 e costeggiando la recinzione di una casa abbandonata ci inoltriamo in un bosco di castagni. Il sentiero nella sua ultima parte sale ripidamente, per poi ridiscendere e giungere sulla strada asfaltata, andiamo a destra e al bivio prendiamo a sinistra a q. 967 WP8 , ignorando la deviazione per Posola. Dopo circa un chilometro di salita la strada diventa sterrata e con una piccola deviazione arriviamo ad una grande croce, da cui si gode un bel panorama sulla valle di Pracchia a q. 1071 WP9. Il largo sentiero segue lo spartiacque fra i fiumi Reno e Limentra e in tranquillità e solitudine lo seguiamo fino ad incrociare la strada asfaltata che sale alla Pidocchina, procediamo in discesa e subito a sinistra su larga sterrata a q. 1071 WP10. Ignorando le deviazioni e tenendo la sinistra in lieve discesa a q. 998 WP11, quando incontriamo una larga carrareccia arriviamo al Passo della Collina. Vediamo un cartello del CAI, che indica che da qui passa la via Lombarda. Era quell'itinerario che varcato l'appennino giungeva in quella che ora è la pianura Padana.

Variante dal borgo di Casale
Percorrendo il sentiero CAI 163, alla fine del borgo di Casale, superata l'ultima casa svoltiamo seccamente a destra in salita in un bosco di abeti e per evidente traccia costeggiando pezzi di muretti a secco arriviamo alla parte alta del borgo. Oltrepassiamo il civico 14 e all'altezza di un abetaia ritroviamo i segni bianco rossi del sentiero CAI 163, che seguiamo a dritto fino ad una casa isolata in pietra, dove ci riaccordiamo con l'altro sentiero.

Dal Passo della Collina a Pistoia
Scendiamo alla destra della fontana a q.932 WP12 posta nella piccola piazzetta del paese, con la carrareccia che porta a Collina bassa, o Collina vecchia, superata la fontana a sinistra prendiamo la strada asfaltata che in leggera salita ci riporta sulla statale Porrettana.
Andiamo a destra e fatto un centinaio di metri, facendo attenzione alla segnaletica prendiamo a destra in discesa il sentiero CAI 214 a q. 898 WP13 che si inoltra nel bosco. Superiamo il quadrivio successivo andando a dritto ed in breve ci troviamo in una ampia radura chiamata “prato a ciliegi”, poco più avanti troviamo un cartello che ci segnala la presenza dei ruderi del castello di S. Margherita. ( purtroppo i rovi hanno ricoperto quel poco che rimaneva). Proseguendo costeggiamo un muro a secco e un cumulo di pietre, che si suppone siano i resti della cava che forniva le pietre per la costruzione del castello. Continuando a scendere incontriamo tratti di sentiero ancora pavimentati con lastre di arenaria, a conferma che di qui passava la strada della Sambuca. Arriviamo al Ricavo, oggi splendide civili abitazioni, ma nel medioevo qui c'era un posto di dogana del Comune di Pistoia, dove veniva pagato il dazio e il pedaggio. Poche centinaia di metri ci separano dalla Porrettana, che percorriamo in discesa, attraversiamo la località del Signorino (bar ristorante) e all'altezza dell'ultima casa presso una fontana prendiamo il sentiero che scende a sinistra a q. 628 WP14, percorrendolo fino ad arrivare alla località chiamata “44° parallelo”(assistenza sanitaria - bar ristorante). Attraversiamo una prima volta la statale, prendiamo dritti in via Vecchia Bolognese e subito a destra nel bosco e seguendo le indicazioni sempre in discesa attraversiamo di nuovo la strada Porrettana, per arrivare alla Cugna (bar ristorante). Di fronte a noi, alla sinistra del parcheggio a q. 508 WP15 (panorama sulla piana di Pistoia) attraversata per la terza volta la statale, scendiamo una strada asfaltata che ci porta, all'uscita di una curva ( fare attenzione) ad attraversare di nuovo la Porrettana. Imbocchiamo via della Chiesa di Uzzo e la percorriamo fino ad arrivare, oltrepassata la comunità Incontro, ad una curva a sinistra, andiamo dritti su una strada sterrata che ci condurrà alla “Villa al Vento”. All'inizio del viale alberato prendiamo il sentiero a destra a q. 370 WP16 e attraversato un bosco e successivamente un oliveto giungiamo ad una “verginetta”, prendiamo a destra per arrivare rapidamente a Fiano. Attraversiamo la piazzetta tenendo la destra e alla fontana teniamo la sinistra, in breve arriviamo all'abitato di Ciatti. Prendiamo dritti in via della Crocina a q. 204 WP17, un sentiero sterrato e poi su strada asfaltata che terminerà presso il Santuario della Madonna di Valdibrana. Adesso il percorso diventa urbano, quindi potremmo servirci del servizio bus (funzionante solo nei giorni feriali). Per chi volesse percorrere i quattro chilometri che separano Valdibrana da Pistoia, percorrendo via di Valdibrana arriviamo al Ponticino, proseguendo, oltrepassata a dritto una rotonda percorriamo via del Villone, via dei Pappagalli, via S. Andrea (merita una visita l'omonima chiesa). Andiamo dritti in via De' Rossi, via del Duca, a sinistra in via degli Orafi, per giungere nella splendida piazza del Duomo. Pistoia non è una meta del turismo di massa, ma i suoi palazzi, le sue chiese, i suoi musei meritano una visita. La sua bellissima Cattedrale, dentro alla quale è conservata una Reliquia di S. Jacopo (S. Giacomo il Maggiore, il figlio del Tuono, venerato a Santiago de Campostela). Pistoia è una città bella e ricca di storia. 


 


27 giugno 2025

 

PRACCHIA – PONTE DELLA VENTURINA

L’itinerario si svolge lungo la solitaria dorsale a cavallo tra la valle del Reno e la valle della Limentra di Sambuca. Attraversando borghi e piccoli paesi incastonati in mezzo a boschi di castagni e faggi. Sulle tracce ancora evidenti della civiltà montanina che ha popolato questi luoghi fino al dopoguerra.

Data: 29 Maggio 2025

Partenza: Dal paese di Pracchia. Raggiungibile con la Sr 66, quindi con la Sp Traversa di Pracchia. Oppure con i mezzi pubblici, treno o bus.

Note: Il percorso non presenta difficoltà. Ma per la lunghezza e per i dislivelli è necessario essere ben allenati. Consigliata la traccia gps!

Fonti: Lungo il percorso si trovano numerose fonti. 

Sentieri: CAI 169, CAI 163.

 

Itinerario: Arrivo a Pracchia con il treno, attraverso il paese (dove riempio la borraccia a q. 612 WP1), alla cui fine in località Setteponti (in questa località sono partito per questa escursione) seguo a destra in discesa con il sentiero CAI 169, il quale inizia sotto i cartelli di confine regionale. Sottopasso la ferrovia Porrettana, attraverso il fiume Reno per poi continuare a sinistra sul sentiero che costeggia una costruzione, sede di un vecchio mulino. In salita su asfalto oltrepasso Frassignoni a q. 722 WP2, e ignorando le laterali arrivo alla fine della strada in località Case Rospi. Ignorando la bella e facile carrareccia in salita a destra, con attenzione mi inoltro nel bosco in leggera discesa. Dal piccolo spiazzo seguo a destra a q.768 WP3 oltrepassando alcuni alberi che ostruiscono il sentiero. Supero in sequenza una sorgente a q.733 WP4, i ruderi del Podirolo, testimonianza di un vecchio insediamento, e la Forra di Lagacci. Percorro in diagonale il piccolo campo sportivo prima di arrivare a Lagacci a q. 693 WP5, il paese dei proverbi scritti sui muri delle case. In paese è presente un piccolo esercizio commerciale. Attraversato il paese percorro la larga carrareccia, quindi con lo stretto sentiero proseguo in falsopiano tagliando il fianco del monte Pidocchina, dentro ad un fitto bosco di faggi. A Canal di Sasso, dove il sig. Piero facendomi accomodare nel suo giardino nel quale è presente una fresca sorgente a q. 706 WP6, mi riempie di consigli sul percorso che mi rimane da percorrere. Dalla piccola e intatta borgata comincia l’impegnativa salita che mi porterà al paese di Posola a q. 909 WP8, sul crinale che divide la valle del Reno, da quella della Limentra. Dando seguito ai consigli di Piero, evito di seguire a sinistra con il CAI 163, che proviene dalla Collina Pistoiese, e che ho percorso in questa occasione. Continuo su asfalto in discesa fino a ritrovare, in corrispondenza di un tornante a destra, il sentiero CAI 163 che seguo a sinistra. Oltrepassate le piccole borgate di Casale, Cà di Gamba e Serra dei Sarti arrivo a Sambuca Castello con la bella fontana a q. 703 WP9. Il paese è famoso per aver ospitato Selvaggia dé Vergiolesi dopo la fuga da Pistoia in seguito alla vittoria dei Guelfi di parte nera, e musa ispiratrice dei poemi di Cino da Pistoia. In paese è presente un ostello. Con la via Francesca della Sambuca, dopo aver costeggiato il borgo di Capanna a q. 696 WP10, arrivo a Pavana a q. 491 WP11, paese nel quale vive Francesco Guccini, il quale ha decritto luoghi e vita di persone del luogo e della valle. A causa della chiusura del sentiero che seguiva a sinistra della grande fontana, sono costretto a tornare indietro. Al bivio vado a destra seguendo sempre il CAI 163, con il quale uscendo dal bosco attraverso il borgo di Fondamento, per poi arrivare a Ponte della Venturina, alla fine del percorso. Attraverso il ponte e vado alla fermata del bus, con il quale torno a Pistoia. Ultreya.

CAMINAR ES ATESORAR

I NEVER WALK ALONE






 


15 agosto 2015

                         ITINERANDO SULL'APPENNINO

                                                                      TOSCO-EMILIANO

 

Via Romea Nonantolana
 
            e via Francesca della Sambuca


Percorso Emiliano
Via Romea Nonantolana


Nel medioevo Nonantola era sede di una potente abbazia, i cui possedimenti si estendevano fino a Porretta Terme, era inoltre un importante crocevia in cui confluivano le direttrici che dall'Italia nord-orientale valicando gli Appennini conducevano alla Tuscia. Esistevano due vie storiche dirette a Pistoia, da Nonantola fino a Montalbano (poco dopo Samone) il percorso era lo stesso, da qui una direttrice passando da Fanano e Ospitale valicava gli Appennini presso il passo della Calanca; l'altra passando da Ospitale S. Giacomo e Castel D'aiano scendeva a Porretta Terme per congiungersi alla via Francesca della Sambuca.
L'itinerario che da Nonantola porta i pellegrini verso Pistoia è chiamato via Romea Nonantolana e risale al medioevo. La parte emiliana di fondovalle si svolge in territorio pianeggiante costeggiando canali, percorrendo strade secondarie, interpoderali e piste ciclopedonali. Percorrendo la pianura padana il panorama è quello classico di campi coltivati a cereali, intervallati da frutteti e da pioppeti. La maggior parte dei paesi attraversati sono piccoli agglomerati urbani, dove il tempo sembra immobile. Da San Cesario fino a Ponte Casona si costeggia il fiume Panaro con scorci suggestivi. Attraversato il fiume comincia la salita, prima su asfalto, poi nel fresco e rilassante bosco, dal quale la vista spazia sui caratteristici calanchi e su verdi prati, fino ad arrivare allo splendido panorama di Pieve di Trebbio con i magnifici colori e forme dei campi e la vista delle particolari conformazioni dei Sassi di Rocca Malatina. Procedendo ci inoltriamo in territorio di alta collina caratterizzato da boschi (prevalentemente di castagno) e prati. Da qui il percorso passando da Zocca (entriamo in territorio bolognese) non cambierà fino a Porretta Terme. Tutti i paesi che attraversiamo conservano memorie del passato e meritano una visita.



         ITINERANDO SULL'APPENNINO


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Via Romea Nonantolana

            e via Francesca della Sambuca



Tappa nr. 1: Nonantola - Vignola


Data: Agosto 2015

Partenza: Nonantola può essere raggiunta per mezzo della ferrovia fino alla stazione di Modena, nei cui pressi è possibile prendere il pullman (Compagnia Tper - linee 550/551/552 direzione Cento – Ferrara) per Nonantola.

Note: Tappa pianeggiante ma abbastanza impegnativa per la lunghezza. Lungo il percorso non si trovano fonti, pertanto è consigliabile partire con una buona scorta di acqua. Noi abbiamo viaggiato in autosufficienza, attrezzati di tenda. Comunque nei paesi più grandi c'è possibilità di vitto e alloggio.
Fonti: Area attrezzata di Marano. E' possibile rifornirsi nei paesi.
Sentieri: Via Romea Nonantolana


Nonantola – Rubbiara
Partendo dalla Piazza antistante il museo della Abbazia, si attraversa Piazza Caduti Partigiani e si prosegue per Via Roma costeggiando la Torre dei Modenesi (purtroppo ancora ingabbiata a causa dei danni subiti per il terremoto) fino al Viale delle Rimembranze.
Si svolta a sinistra, poi verso destra e si attraversa tutto il parcheggio posto sul lato destro della strada. All’inizio di Piazza Martiri di Tien An Men (un secondo parcheggio alberato) si imbocca la “pista ciclabile” che si percorre fino alla fine del parco, ignorando le deviazioni laterali e sbucando su Via Masetto. Si prosegue quindi verso destra per circa 1,5 Km., costeggiando il Canal Torbito. Al bivio si prende a sinistra (Via Ampergola). Dopo un po’ si prende a destra una stradina (Via Guazzaloca) contrassegnata da un cartello con segno bianco-rosso. Si avanza per circa 1 Km e oltrepassata Via Risaia, si prosegue dritti per via Chiesa di Rubbiara.

Rubbiara – Castelfranco Emilia
Alla fine di Via Chiesa di Rubbiara si prende a sinistra Via Imperiale Est (strada bianca). Poco dopo si gira a destra superando un ponticello ed una sbarra immettendoci in una stradina sterrata interpoderale (Via Temide) a q. 28 WP1. La si percorre attraversando il sottopasso della nuova ferrovia TAV incrociando una strada asfaltata (Via Pieve) a q. 33 WP2. Di fronte vediamo il vialetto alberato di ingresso di Villa Sorra che si percorre verso la villa. Si supera il cancello e si entra nel parco (adibito a parco pubblico) fiancheggiando il lato sinistro della villa. Sempre a sinistra costeggiamo la recinzione ed il cancello (solitamente chiuso) che da’ accesso al giardino. Alla fine della recinzione a q. 37 WP3 andiamo dritti attraversando il prato immettendoci a destra e subito a sinistra su una pista ciclabile che passando davanti al cancello di entrata della villa ci porta su una strada asfaltata (via Prati) che imbocchiamo a sinistra.
La percorriamo fino ad incrociare sulla destra Via Bixio che poco dopo lasciamo a sinistra a q. 34 WP4 per immetterci nella stradina che conduce al Castello di Panzano il cui retro ci rimane sulla destra. Si procede a destra lasciandoci alle spalle la chiesetta e il castello. Al primo incrocio prendiamo a sinistra la pista ciclabile di Via Pioppa. Si prosegue dritti e in località Pioppa dove è edificato un grazioso tempietto si incrocia la strada che porta a Castelfranco Emilia (Via per Panzano) che prendiamo a destra. Sempre percorrendo una pista ciclopedonale, poco prima di arrivare a Castelfranco Emilia si passa sotto la ferrovia Milano-Bologna. La strada prende ora il nome di Andrea Costa e incrocia la S.S. 9 Emilia (Corso Martiri) che attraversa Castelfranco Emilia.

Castelfranco Emilia - Spilamberto
Giunti alla rotonda si prende a sinistra Corso Martiri e subito a destra imboccando Via C. Prampolini, che più avanti diventa Via Correggio. Ad un incrocio si gira a destra per Via Bramante. Si prosegue e più avanti, in corrispondenza di una rotonda si trova Via Castiglione che percorriamo a dritto ed ad una seconda rotonda si va verso sinistra imboccando Via Boccioni. Oltrepassiamo il cavalcavia della tangenziale e alla fine della discesa teniamo la sinistra incrociando Via della Meccanica, noi giriamo seccamente a sinistra (praticamente ritornando indietro) prendendo Via Viazza a q. 42 WP5. Percorriamo la lunga pista cliclopedonale che costeggia il Canal Torbito fino a incrociare Via della Liberazione che prendiamo a destra e poco dopo a sinistra per Via Belfiore camminando sul cavalcavia che passa sopra l’autostrada Milano-Bologna. Proseguiamo dritti fino ad incrociare Via Modenese che imbocchiamo a sinistra entrando nel paese di San Cesario sul Panaro (cartello). Poco dopo si prende a destra per Via Degli Esposti che percorriamo fino ad arrivare ad una rotonda (Via Pioppe) che imbocchiamo a sinistra seguendo la pista ciclopedonale. Percorsi 100 mt., superato il civico 513, imbocchiamo a destra un sentiero sterrato che va verso l’argine del Panaro (percorso pedonale) a q. 56 WP6.
Lo percorriamo a dritto e quando lo stesso curva verso sinistra, per evidente strada bianca guadagniamo a dritto l'argine del fiume che seguiremo verso sinistra a q. 51 WP7 percorrendo una strada bianca polverosa che ci porta a superare una cava dismessa. Dopo aver ammirato garzette, aironi cenerini, una lepre che saltellando se ne va via, arriviamo ad una grande cava nel pieno della sua attività.
Lasciandocela alle spalle ci immettiamo in Via Roversi a q. 64 WP8, alla fine della quale si svolta a destra imboccando Via Spilamberto (molto trafficata) in località Altolà. Al bivio si va verso destra per attraversare il ponte sul Panaro. Alla fine della rampa in discesa si svolta a sinistra per Piazza Trento e Trieste e poi Via Obici a q. 69 WP9 arrivando così nella piazza di Spilamberto antistante la Rocca Rangoni.

Spilamberto – Vignola
Ripartiamo per raggiungere la fine della prima tappa del nostro cammino: Vignola. Da Spilamberto a Vignola e fino a Ponte di Casona, seguendo la sponda sinistra orografica del Panaro, percorreremo sentieri e strade sterrate, ammirando bei scorci sul fiume e bei giardini e parchi pubblici realizzati sul greto dello stesso. Il percorso si snoda per gran parte al riparo dal sole.
Percorriamo a ritroso il nostro percorso fino a raggiungere il ponte da cui siamo arrivati, ed al suo inizio si prende a destra a q. 68 WP10 in leggera discesa una stradina asfaltata alla fine della quale si gira a sinistra imboccando la stradina ghiaiata indicata come “Percorso Natura fiume Panaro” che segue con andamento dolce la sponda del fiume, costeggiando piccoli boschetti e frutteti carichi di buona frutta purtroppo non ancora matura. Incontriamo un bel gattone che dopo essersi preso tante coccole, ci segue per un po'. Dopo circa una decina di Km. si arriva ad un piazzale con parcheggio. Sopra di noi si vedono il castello ed il vecchio borgo di Vignola che raggiungiamo oltrepassando un tunnel pedonale e subito dopo salendo per una scalinata che termina in Piazza dei Contrari dove c’è il portico di accesso al castello. Se invece si attraversa la volta si giunge in Via Garibaldi dalla quale si diramano le viuzze del centro storico. Vignola e il suo castello meritano comunque una visita.