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Fregio Robbiano "Alloggiare i Pellegrini" - Ospedale del Ceppo di Pistoia

6 marzo 2026


GIRO DEL DIAVOLO – MONTE SPICCHIO

Ciaspolata Giro del Diavolo - Monte Spicchio; un’avventura tra leggende, neve e sapori autentici. Una facile e appagante escursione in un luogo pieno di significato e di bellezza. Ci troviamo nel Parco del Frignano, sull’Appennino Tosco-Emiliano in località S. Pellegrino in Alpe, noto per la leggenda tra l’eremita Pellegrino e il Diavolo.

Data: 8 Febbraio 2026

Partenza: Dal paese di S. Pellegrino in Alpe. Che si raggiunge percorrendo la Sr 66, quindi la Ss dell’Abetone e del Brennero con la quale si oltrepassa il paese dell’Abetone. A Pievepelago si percorre la Sp del Passo delle Radici, infine, raggiunto il passo proseguendo a sinistra, con la Sp di S. Pellegrino in Alpe raggiungiamo il punto di partenza.

Note: Il percorso non presenta difficoltà. E’ buona cosa portarsi una bevanda calda.

Fonti: Lungo il percorso si trova una sola fonte, al rifugio Burigone. (Il rifugio l’abbiamo trovato chiuso, e anche le fontane erano chiuse)

Sentieri: CAI 50, CAI 00, Segni azzurri e gialli. 

Itinerario: Siamo sul crinale dell’Appennino Tosco-Emiliano, il quale divide il Frignano dalla Garfagnana. S. Pellegrino in Alpe presenta una particolarità, ad oggi è diviso in due longitudinalmente. Un lato è situato nel comune di Frassinoro, in provincia di Modena, l’altro nel comune di Castiglione Garfagnana, in provincia di Lucca. Persino la Teca, che contiene i resti di S. Pellegrino e S. Bianco è una proprietà condivisa, la testa è in Emilia, mentre i piedi sono in Toscana.  

Lasciamo le auto al parcheggio all’inizio del paese di S. Pellegrino in Alpe, il quale è posizionato a 1525 metri slm, ed è il paese abitato più alto dell’Appennino. Ci addentriamo tra due edifici: l’albergo ristorante e il negozio di prodotti tipici, il sentiero per il Giro del Diavolo parte da qui, la segnaletica è CAI 550. Primo tratto in facile pendenza nel bosco, alla fine del quale ci troviamo in un largo pianoro, (luogo misterioso detto “Sassi del Diavolo”) dove è possibile ammirare alla nostra destra la catena delle Alpi Apuane. Al Giro del Diavolo, q. 1625, si incontra una larga pista, quella che d’estate è una carrareccia. Poco dopo aver costeggiato una Cappellina seguiamo il sentiero Gea 00, con il quale andiamo su e giù per facili saliscendi e superati alcuni tratti di bosco arriviamo al passo del Piastrino a q. 1592. Continuiamo ancora sul CAI 00 arrivando poco dopo alla sella e quindi alla cima del monte Spicchio a q. 1657, mentre la nebbia ci avvolge. Peccato, questa cima è un balcone meraviglioso, da cui si gode di una spettacolare vista a 360 gradi. Mentre la nebbia si infittisce, torniamo di nuove alla sella, e poi a seguire in discesa il sentiero contrassegnato da un pallino azzurro. Compiendo un’ampia curva a destra giungiamo a percorrere la carrareccia con la quale arriviamo al bel rifugio del Burigone. Purtroppo chiuso. Al quale sono arrivato in questa occasione. Dopo un frugale pasto ripartiamo in leggera salita per percorrere i tre chilometri che mancano per tornare al punto di partenza, a S. Pellegrino in Alpe, purtroppo con le ciaspole attaccate allo zaino. La neve appena sufficiente nella parte alta, in questo tratto manca quasi del tutto. Peccato. Nonostante questo è un bell’ itinerario, da percorrere anche d’estate. Ultreya.

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20 gennaio 2026

 

  CASALGUIDI – ANELLO DEL MONTALBANO

Torniamo a camminare sul Montalbano, quella lunga e bassa catena di monti a noi molto familiare. Un territorio unico, scrigno di borghi ricchi di storia, arte e tradizioni. Giro ad anello con ampi panorami sulla Valdinievole e sulla piana Pistoiese-Fiorentina. 

Data: 11 Gennaio 2026

Partenza: Da Casalguidi. 8 chilometri da Pistoia. Raggiungibile con la linea 14 dell’ Autolinee Toscane.

Note: Il percorso non presenta difficoltà. Si consiglia l’uso delle tracce GPS.

Fonti: Non si trovano fonti lungo il percorso.   

Sentieri: CAI 815, CAI 800, CAI 817, Romea Strata.

Itinerario: Prima escursione del nuovo anno, e, come ormai è abitudine, la sezione del CAI di Pistoia organizza un giro sulle zone collinari intorno alla città. Per rimettere in moto le gambe dopo le abbuffate delle feste appena concluse. Anche quest’anno, ideale prosecuzione dello scorso anno, continuiamo con la frequentazione del Montalbano, quella lunga e familiare catena di bassi monti che di poco superano i 600 metri. Che inizia dal passo di Serravalle Pistoiese e raggiunge il fiume Arno nei pressi di Montelupo Fiorentino. Il Montalbano divide la Valdinievole dalla piana Pistoiese, Pratese,  Fiorentina.

Siamo più di trenta persone al ritrovo in piazza a Casalguidi in una fredda ma bella giornata, come avremo modo di constatare in seguito. Si parte seguendo via S. Biagio, che inizia a salire affrontando subito le prime asperità del percorso. Si prosegue sempre in salita, con il verde sempre più presente, alternando tratti di asfalto a carrarecce e sentieri segnati, CAI 815, con il quale raggiungiamo la località di Mungherino a q 410. Proseguiamo a destra e raggiunto un grande prato con giochi per bambini seguiamo ancora a destra con il sentiero di crinale CAI 800. Tra ampi panorami verso antichi borghi, il Padule di Fucecchio, e i monti Pisani a sinistra, e la piana Pistoiese e gli Appennini innevati a destra. Alcuni cartelli ricordano che stiamo percorrendo un tratto della Romea Strata, che ho percorso in questa occasione, ma allora si chiamava Via Romea Nonantolana e via Francesca della Sambuca. Proseguiamo in saliscendi fino ad arrivare di nuovo sulla strada asfaltata in corrispondenza di una Marginetta, dove proseguiamo a destra attraversando un vigneto per poi arrivare in località Casa al Vento a q. 325. Proseguiamo a dritto sulla larga carrareccia e poco dopo, alla fine di una recinzione, seguiamo il sentiero a sinistra inoltrandoci di nuovo nel bosco. In corrispondenza di una capanna in muratura proseguiamo a destra aggirando il monte Cupoli. Usciti dal bosco ritroviamo una carrareccia che seguiamo a destra in salita, e vista l’ora ci fermiamo su un prato a goderci il pranzo e il sole. Lasciate alle nostre spalle alcune abitazioni arriviamo in località Le Rocchine sulla Sp 27, Cantagrillo Montevettolini. Che lasciamo subito per seguire a destra in mezzo ad un uliveto, per poi giungere in località I Papi a q. 265, dove il percorso si congiunge con quello fatto lo scorso anno. Con il CAI 817, denominato sentiero del Cassero, ci lasciamo alle spalle il sentiero percorso nel 2025, e in discesa, prima nel bosco e poi su asfalto arriviamo a percorrere a destra una carrareccia in pari, seguendo un fosso che scorre alla nostra sinistra. Superato un ponticello proseguiamo sull’argine del torrente Stella, alla cui fine arriviamo a percorrere via Castelnuovo, in prossimità di Cantagrillo. Poco dopo in sicurezza arriviamo al punto di partenza, alla fine dell’escursione. A parte il freddo del mattino e il fango trovato su alcuni tratti del percorso, l’escursione è stata molto bella, fatta in ottima compagnia. Ultreya.   

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16 gennaio 2026

 

IMPRUNETA - FIRENZE

Escursione attraverso il classico paesaggio delle colline Toscane. Con scorci paesaggistici di grande pregio sulla città di Firenze ed i suoi dintorni, e sul complesso monumentale della Certosa di Firenze. Impruneta – Firenze è una tappa dell’Anello del Risorgimento.

Data: 17 Dicembre 2025

Partenza: Dal paese di Impruneta. Fino a Firenze in treno, successivamente utilizzeremo gli autobus delle linee Autolinee Toscane, n. 37 fino a Tavarnuzze, quindi con la linea 65 raggiungeremo il punto di partenza.

Note: Il percorso non presenta difficoltà. Solo un po di allenamento.

Fonti: Oltre al paese di partenza, si trova una sola fonte in località Baruffi. Ma visto il contesto in cui camminiamo non sarà difficile trovare acqua.     

Sentieri: Sentieri CAI. Prevalentemente strade secondarie a scarso traffico. Questa escursione è una tappa dell’Anello del Rinascimento.

 

Itinerario: Il bus ci lascia in centro, nella grande piazza dominata dal Santuario di S. Maria dell'Impruneta. Si tratta forse del più importante Santuario del contado fiorentino, grazie alla veneratissima immagine della Madonna dell'Impruneta. Dove comincia la nostra escursione. Percorrendo via Paolieri e via Roma arriviamo a percorrere la Sp 70, (attenzione al traffico) che lasceremo poco dopo per proseguire a sinistra in salita in via Quintole Per Le Rose. Dove troviamo il primo segno bianco rosso del CAI. Al bivio andiamo a dritto su sterrato, dove, nonostante la brutta giornata la vista spazia sulle colline circostanti, un bel panorama. Costeggiamo la Chiesa di Quintole Per Le Rose, con un bel porticato, (la Chiesa è situata nei pressi della quinta pietra miliare della variante della via Cassia-Adrianea) per poi arrivare in località Baruffi, dove troviamo l’unica fonte del percorso a q. 212 WP1. Seguiamo a destra in direzione della Certosa di Firenze, immersi in un bellissimo contesto, la vista sulla Certosa è spettacolare, peccato per il meteo avverso. In corrispondenza di una grande e bella villa, con un meraviglioso viale contornato da alti cipressi, adesso di proprietà della famiglia Ferragamo, prendiamo a destra in via Brancolano. Poco dopo arriviamo in località Bottai, dove facendo attenzione percorriamo a destra per poche decine di metri per poi seguire a sinistra in via Colle di Ramole. Proseguiamo con la prima a destra, via della Buca della Certosa, con la quale, dopo aver costeggiato una effige della Madonna protettrice di Firenze, torniamo sulla via Cassia. Seguiamo a sinistra in salita arrivando alla bella Certosa di Firenze. Purtroppo non possiamo visitarla essendo arrivati oltre l’orario di visita, quindi vista l’ora non ci rimane altro che fare pranzo. Oltrepassiamo l’abitato del Galluzzo attraversando il grande parco, dove comincia a piovere, a dispetto del meteo, il quale metteva miglioramenti nel pomeriggio. Dopo una breve e impegnativa salita attraversiamo le località di Pian dei Giullari, Torre del Gallo e Arcetri, prima di giungere al Convento di S. Salvatore al Monte Alle Croci. Il quale racchiude tra le varie opere d’arte, una terracotta invetriata di Santi Buglione, una terracotta policroma invetriata di Giovanni della Robbia e un vetro decorato di Pietro Perugino. Infine dopo aver aggirato il complesso di S. Miniato al Monte, giungiamo al Piazzale Michelangelo, dal quale si gode di un panorama meraviglioso sulla città di Firenze, che però la nebbia e il brutto tempo ci impedisce di vedere. A causa del meteo avverso il gruppo si divide, alcuni decidono di scendere con il bus, altri, me compreso decidono di scendere a piedi. Attraversiamo la sempre bella Firenze addobbata a festa sotto una pioggia battente, per poi arrivare alla stazione ferroviaria Appena in tempo per prendere il treno che ci riporterà a Pistoia. Purtroppo il meteo avverso non ci ha permesso di godere completamente della escursione che attraversa un territorio meraviglioso. Ultreya.

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21 novembre 2025

 

          PRATORSI-Rif. SEGAVECCHIA-           CORNO ALLE SCALE-PRATORSI

Lungo e faticoso anello nell’alto Appennino a cavallo tra Toscana ed Emilia. Stancante e impegnativa salita per la direttissima (sentiero Ruffo) sul Corno alle Scale dal rifugio Segavecchia. Un’escursione tra le più appaganti dell’Appennino Tosco-Emiliano, che unisce fascino paesaggistico ed impegno fisico.

Data: 19 Ottobre 2025

Partenza: Da Pratorsi, raggiungibile con la Sr 66, da Campotizzoro con la Sp. Lizzanese, quindi raggiunta Gavinana si prosegue con via di Pratorsi..  

Note: Il percorso è adatto ad escursionisti esperti. Per la lunghezza e per i notevoli dislivelli è necessario essere ben allenati.

Fonti: Nella prima parte dell’itinerario si trovano alcune fonti. Quella del Cacciatore, la prima che incontriamo, è quasi sempre asciutta. Dal rifugio Segavecchia fino alla fine del percorso non troviamo acqua. 

Sentieri: MPT, CAI 00, CAI 121, CAI119, CAI 129, CAI 00, CAI 220, MPT.

 

Itinerario: Al di là del percorso affascinante e impegnativo, rimane la bellezza di un itinerario che, metro dopo metro, passa dall’impenetrabile manto della faggeta, da cui ha inizio, al ripido pendio di alta quota. II quale si affaccia sulla valle del fiume Silla, in un ambiente severo, ripido e selvaggio. In un verde anfiteatro che si apre dalla cima del monte La Nuda al monte Gennaio. Il rientro, più dolce, scende attraverso i passi dello Strofinatoio e del Cancellino, chiudendo il percorso ad anello.

Lasciata l’auto in località Pratorsi a q. 1320, oltrepasso la sbarra per poi percorrere la vecchia pista da sci all’interno del bosco caratterizzato dai caldi colori autunnali. Al passo della Maceglia a q. 1430 (da cui sono passato anche in queste occasioni) seguo a sinistra, seguendo l’indicazione Portafranca. Arrivato al passo della Nevaia a q. 1635, dopo aver oltrepassato la fonte del Cacciatore a q. 1599 WP1 (quasi sempre asciutta) trovo un allegro gruppo di escursionisti di Imola intenti a fare colazione, alla quale mi invitano, con di tutto di più. Il rifugio di Portafranca è a 15 minuti seguendo il sentiero a destra, io continuo a dritto in salita fino alla sella del passo delle Ignude, per poi scendere alla fonte dell’Uccelliera a q. 1650 WP2. Proseguo seguendo lo stretto sentiero che a mezza costa giunge al passo del Cancellino a q. 1632. Continuo a destra con la ripida e ostica discesa, CAI 121, con il quale, dopo aver preso a sinistra ad un evidente bivio costeggio una sorgente a q. 1080 WP3, arrivando poco dopo al rifugio Segavecchia a q. 912 WP4. Punto più basso dell’escursione. Dopo una sosta riparto percorrendo il largo sentiero CAI 117–CAI 119, che inizia a destra prima del ponte. Poco dopo, in corrispondenza di un cippo il sentiero si divide, il CAI 117 continua a destra per monte La Nuda, io vado a sinistra attraversando il Rio Farine con il CAI 119 (sentiero alpinistico Giulio Ruffo). In breve incontro un’altro bivio con un grande cippo in sasso, a sinistra una variante del CAI 121 (il quale porta al Passo del Cancellino). Io a dritto attraversando di nuovo il Rio (Anche in questo caso una fune metallica può aiutare). Via via che avanzo la salita nella faggeta si fa sempre più ripida, riprendo fiato attraversando il grande canalone del Fosso di Mezzo a q. 1127. Percorrendo il Poggio di Mezzo, l’ampia dorsale che scende dalla vetta del Corno alle Scale, il sentiero torna a salire ripidamente, tanto che non di rado mi è utile utilizzare rami e alberi nella progressione. A quota 1638 esco dal bosco, e continuo tra prateria e alcune roccette lungo il ripido costolone; alla mia destra la grande Croce di Punta Sofia, q. 1939. La quale, pur non essendo il punto più alto del Corno alle Scale, è considerata la vera cima. Poco sotto la vetta, per superare alcuni balzi di roccia, il sentiero è attrezzato con un cavo d’acciaio, utile solo come corrimano nella ripida progressione. Adesso poche decine di metri mi separano da Punta Giorgina a q. 1945 m, cima più alta del Corno alle Scale. A destra il crinale che conduce alla vicina e grande Croce, di fronte poco sotto, la seggiovia e più lontano il Lago Scaffaiolo, con il rifugio Duca degli Abruzzi. Io seguo a sinistra con il CAI 129 con il quale arrivo al passo dello Strofinatoio a q. 1847, continuo a sinistra con il CAI 00, il quale scendo ai 1632 m del Passo del Cancellino. Adesso a destra con il CAI 220, con il quale, percorrendo praterie sommitali, arrivo al passo della Nevaia, intercettando il sentiero con la quale sono salito stamattina. Arrivo all’auto, alla fine dell’escursione mentre il cielo si tinge con i colori del tramonto. Ultreya.           

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27 giugno 2025

 

PRACCHIA – PONTE DELLA VENTURINA

L’itinerario si svolge lungo la solitaria dorsale a cavallo tra la valle del Reno e la valle della Limentra di Sambuca. Attraversando borghi e piccoli paesi incastonati in mezzo a boschi di castagni e faggi. Sulle tracce ancora evidenti della civiltà montanina che ha popolato questi luoghi fino al dopoguerra.

Data: 29 Maggio 2025

Partenza: Dal paese di Pracchia. Raggiungibile con la Sr 66, quindi con la Sp Traversa di Pracchia. Oppure con i mezzi pubblici, treno o bus.

Note: Il percorso non presenta difficoltà. Ma per la lunghezza e per i dislivelli è necessario essere ben allenati. Consigliata la traccia gps!

Fonti: Lungo il percorso si trovano numerose fonti. 

Sentieri: CAI 169, CAI 163.

 

Itinerario: Arrivo a Pracchia con il treno, attraverso il paese (dove riempio la borraccia a q. 612 WP1), alla cui fine in località Setteponti (in questa località sono partito per questa escursione) seguo a destra in discesa con il sentiero CAI 169, il quale inizia sotto i cartelli di confine regionale. Sottopasso la ferrovia Porrettana, attraverso il fiume Reno per poi continuare a sinistra sul sentiero che costeggia una costruzione, sede di un vecchio mulino. In salita su asfalto oltrepasso Frassignoni a q. 722 WP2, e ignorando le laterali arrivo alla fine della strada in località Case Rospi. Ignorando la bella e facile carrareccia in salita a destra, con attenzione mi inoltro nel bosco in leggera discesa. Dal piccolo spiazzo seguo a destra a q.768 WP3 oltrepassando alcuni alberi che ostruiscono il sentiero. Supero in sequenza una sorgente a q.733 WP4, i ruderi del Podirolo, testimonianza di un vecchio insediamento, e la Forra di Lagacci. Percorro in diagonale il piccolo campo sportivo prima di arrivare a Lagacci a q. 693 WP5, il paese dei proverbi scritti sui muri delle case. In paese è presente un piccolo esercizio commerciale. Attraversato il paese percorro la larga carrareccia, quindi con lo stretto sentiero proseguo in falsopiano tagliando il fianco del monte Pidocchina, dentro ad un fitto bosco di faggi. A Canal di Sasso, dove il sig. Piero facendomi accomodare nel suo giardino nel quale è presente una fresca sorgente a q. 706 WP6, mi riempie di consigli sul percorso che mi rimane da percorrere. Dalla piccola e intatta borgata comincia l’impegnativa salita che mi porterà al paese di Posola a q. 909 WP8, sul crinale che divide la valle del Reno, da quella della Limentra. Dando seguito ai consigli di Piero, evito di seguire a sinistra con il CAI 163, che proviene dalla Collina Pistoiese, e che ho percorso in questa occasione. Continuo su asfalto in discesa fino a ritrovare, in corrispondenza di un tornante a destra, il sentiero CAI 163 che seguo a sinistra. Oltrepassate le piccole borgate di Casale, Cà di Gamba e Serra dei Sarti arrivo a Sambuca Castello con la bella fontana a q. 703 WP9. Il paese è famoso per aver ospitato Selvaggia dé Vergiolesi dopo la fuga da Pistoia in seguito alla vittoria dei Guelfi di parte nera, e musa ispiratrice dei poemi di Cino da Pistoia. In paese è presente un ostello. Con la via Francesca della Sambuca, dopo aver costeggiato il borgo di Capanna a q. 696 WP10, arrivo a Pavana a q. 491 WP11, paese nel quale vive Francesco Guccini, il quale ha decritto luoghi e vita di persone del luogo e della valle. A causa della chiusura del sentiero che seguiva a sinistra della grande fontana, sono costretto a tornare indietro. Al bivio vado a destra seguendo sempre il CAI 163, con il quale uscendo dal bosco attraverso il borgo di Fondamento, per poi arrivare a Ponte della Venturina, alla fine del percorso. Attraverso il ponte e vado alla fermata del bus, con il quale torno a Pistoia. Ultreya.

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16 aprile 2025

 

 AULLA - SARZANA

Tappa n. 24 della via Francigena, dalla Toscana alla Liguria. Un percorso molto bello, per riscoprire la via di Sigerico attraverso i castelli e le fortezze sui colli della Lunigiana. Borghi medievali dalle lunghe tradizioni, ricchi di testimonianze storiche e immersi nella natura. Una strada antica piena di fascino e di suggestione.

Data: 6 Aprile 2025

Partenza: Da Aulla. Raggiungibile percorrendo l’autostrada A11 in direzione mare, quindi la A12 verso Genova e successivamente la A15, autostrada della Cisa.

Note: Il percorso non presenta difficoltà. 

Fonti: Lungo il percorso si trovano diverse fonti.  

Sentieri: Il percorso è segnalato molto bene con i segni bianco rossi della via Francigena.

 

Itinerario: Raggiunta Aulla, partiamo dall’Abbazia di S. Caprasio, dove troviamo i primi segni bianco rossi della via Francigena. Oltrepassato il Torrente Aulella, prendiamo a sinistra la strada asfaltata in salita. Percorrendo sentieri e carrarecce, arriviamo a prendere a destra in salita in corrispondenza di una Marginetta, seminascosta dalla vegetazione. Poco dopo arriviamo all’antico paese di Bibola a q. 353 WP1, primo luogo abitato che incontriamo. Caratteristico borgo medievale, caratterizzato dalle case in pietra, con gli antichi portali di arenaria ricchi di decori, dalle strette viuzze, dai resti del castello, dal quale si gode di grandi panorami e dalla giovialità degli abitanti. Con gentilezza ci viene aperta la duecentesca chiesa di S. Bartolomeo, al cui interno oltre alla bella fonte Battesimale e altre opere d’arte, c’è l’ossario di Margherita, moglie del Conte Ugolino. Ripreso il cammino, raggiungiamo poco dopo il paese di Vecchietto a q. 271 WP2, che attraversiamo WP3, per poi tornare a salire con la sterrata che costeggia una bella Marginetta. Raggiunto il quadrivio denominato Quattro Strade, confine tra Toscana e Liguria, cominciamo a scendere con la carrareccia dalla quale per la prima volta (per chi percorre la Francigena) vede il mare, prima di arrivare al paese di Ponzano Superiore a q. 298 WP4. Continuando a scendere costeggiamo l’ultima fontana WP5, per poi arrivare ai ruderi del castello della Brina. Un antico insediamento risalente all’età del ferro. Dopo una mezzoretta arriviamo a percorrere la piana di Sarzana costeggiando il bel canale Lunense. Quindi percorreremo una brutta strada asfaltata e con porta Parma entriamo nel centro storico, e quindi arriviamo alla Basilica di S.M. Assunta, alla fine del nostro itinerario. Ultreya.

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11 aprile 2025

 

MONTE MORELLO

Con i 934 m. di altitudine, il Monte Morello è l’unico rilievo assimilabile ad una montagna nell’ampia conca del territorio fiorentino. Molto particolare è la sua forma che presenta tre cime di diverse altitudine (Poggio all’Aia 934 m, Poggio Casaccia 921 m e Poggio Cornacchia 896 m). Da cui si godono splendide vedete sulla piana fiorentina, pratese e pistoiese, ma anche sul vicino Mugello e sull’Appennino Tosco-Emiliano.

Data: 2 Aprile 2025

Partenza: Da piazzale Leonardo da Vinci, che si raggiunge percorrendo la Sp 130 da Sesto Fiorentino. 

Note: Il percorso non presenta difficoltà. 

Fonti: Lungo il percorso si trova una sola fonte, poco dopo la partenza. Consiglio di partire con buona scorta d’acqua.

Sentieri: CAI 603, CAI 602B, CAI 00, CAI 600-CAI 611, CAI 600A.

Itinerario: Lasciata l’auto nel piccolo spiazzo che funge da parcheggio, ci inoltriamo sul CAI 603 che inizia sotto strada, dal quale si gode di un bel panorama su Firenze. I panorami saranno una costante per tutta la lunghezza dell’itinerario, anche se oggi la foschia non ci aiuta. Oltrepassata la Torre di Baracca a q. 530, una vecchia torre di avvistamento, torniamo sulla strada provinciale, che attraversiamo. Continuiamo oltre la sbarra con il CAI 602B, costeggiando la fonte dei Seppi a q. 600 WP1, posta poco sopra la carrareccia. Raggiunto un largo spiazzo seguiamo a sinistra, ancora in facile salita, oltrepassando un cippo posto in memoria dei partigiani morti in uno scontro con i soldati tedeschi. In salita più accentuata arriviamo dopo un po in località Selletta a q. 858, crocevia di alcuni sentieri. Seguiamo il CAI 600, con il quale in ripida salita, in breve arriviamo ai 934 m di Poggio all’Aia, terza punta del Monte Morello, una grande radura dove facciamo una sosta mangereccia. Tornati in località Selletta, proseguiamo a dritto sempre con il CAI 600 raggiungendo poco dopo Poggio Cornacchia a q. 892, seconda punta. Sempre in discesa arriviamo alla grande Croce di Poggio Casaccia a q. 921, prima punta del Monte Morello, da cui si gode di un magnifico panorama. Con attenzione scendiamo sullo sconnesso e a tratti ripido sentiero con il quale arriviamo a q. 637 m della Sella degli Scollini, incrociando il percorso di stamani mattina. Con la larga carrareccia che continua a sinistra in salita arriviamo ai 747 m di Poggio del Giro, con le grandi e brutte antenne piene di ripetitori. Continuiamo a scendere, per prendere a sinistra in corrispondenza di un’altra brutta antenna, arrivando poco dopo, con il panorama di Firenze davanti a noi, alla fine dell’escursione. Bellissimo itinerario, dal quale, nonostante la foschia si è potuto godere di panorami meravigliosi. Ultreya.

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